Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante rossonero Oliver Bierhoff ha parlato a lungo del Milan, commentando sia la squadra attuale, sia ricordando la rimonta scudetto effettuata ai suoi tempi ai danni della Lazio, un distacco che ricorda quello attuale con l’Inter. Ecco un estratto delle sue parole.
Le parole di Bierhoff
Sulla rimonta scudetto ai danni della Lazio:
“Noi ci abbiamo sempre creduto, riuscendo a mettere insieme un bel filotto di vittorie. Nessuno faceva calcoli, eravamo concentrati su noi stessi, sul conquistare più punti possibili. Sapevamo che facendo il massimo la Lazio avrebbe poi commesso qualche passo falso. Alla penultima giocammo contro l’Empoli in casa: quando arrivò la notizia del vantaggio viola contro i biancocelesti, il boato di San Siro ci diede una carica incredibile. Io segnai tre reti in mezz’ora e vincemmo 4-0. Eravamo primi in classifica”.
Su quale fu la svolta nell’anno del loro scudetto:
“Fu sicuramente il passaggio dal tridente al trequartista dietro le due punte. Zac dimostrò grande intelligenza cambiando le sue idee e adattandosi più alle caratteristiche della rosa: Boban alle spalle mie e di Weah fu fondamentale”.
Su chi può essere paragonato a Boban attualmente:
“È cambiato tutto ora, impossibile fare paragoni. Per l’importanza in campo e nel gruppo di Zvone, dico Modric”.
Su Modric, se si aspettava potesse fare ancora la differenza:
“I campioni restano tali a tutte le età ed ero convinto che lo avrebbe dimostrato quando ha firmato per il Milan. Di lui non mi stupiscono le geometrie o la sicurezza che ha in campo, ma quanto corre… Domenica nel finale ha preso un’ammonizione per proteste dopo aver cercato di recuperare palla vicino all’area avversaria: forse sapeva che bisognava spezzettare il ritmo del match per difendere il risultato e non si è tirato indietro. Dà una mano in entrambe le fasi e si è rivelato un grande colpo”.
Se Modric deve restare al Milan un altro anno:
“Per il bene del Milan e del calcio italiano dico di sì. Un altro Modric in giro non c’è”.
Sugli obiettivi del Milan di ora:
“Allegri ha ragione quando continua a parlare di Champions League, quello dev’essere il primo obiettivo ora. È giusto tenere la squadra concentrata su un obiettivo a breve termine”.
Sul paragone tra Albertini e Rabiot:
“Con Albertini stavi tranquillo: leggeva le partite come pochi. Rabiot è impressionante è una mezzala che ha tecnica e fisico, senso del gol e capacità di sacrificarsi. Nel derby ha preso delle belle botte senza mai tirarsi indietro o fermarsi neppure nel recupero”.
Su Leao e Pulisic:
“I loro gol arriveranno, vedrete. Sono convinto che segnerà anche il mio connazionale Fullkrug, che è un bravo ragazzo e può far comodo con le sue caratteristiche”.
Sul Milan attuale:
“Il derby ha mostrato una squadra motivata, fiduciosa. Ha resistito nonostante si sia abbassata troppo nel secondo tempo. Anche se davanti aveva l’Inter, il segnale era chiaro: sappiamo soffrire”.
Sui possibili pericoli:
“L’ansia di dover recuperare. A volte, quando non si può fallire, c’è sempre un po’ di tensione in più. Non manca esperienza ad allenatore e gruppo, però, per affrontare queste situazioni”.