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Cardinale non cambia strada

Qui su IlMilanista.it ne avevamo già parlato in questi giorni. Chi ci legge, lo sa. E non vogliamo dirlo perché "chi strilla di più la mucca è sua". Ma perché sappiamo ciò che diciamo. E scriviamo. Gerry Cardinale le opzioni le ha guardate tutte. Poi ha deciso così: nessun nuovo dirigente nell'area football del Milan. Ci ha pensato per settimane, e alla fine la sostanza è una. La proprietà tira dritto con l'idea che aveva già. Niente uomo solo al comando, per adesso almeno. Si lavora insieme, con la gente che c'è già dentro al club.

Amorim (Dio sia lodato!) al centro del progetto tecnico

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Per la parte sportiva il riferimento è uno: Ruben Amorim. Tocca a lui dire dove serve mettere mano, cosa manca, quali reparti sono più scoperti degli altri. Il portoghese finisce così al centro del Milan nuovo. E sui giocatori da prendere vale lo stesso discorso: li sceglie lui, partendo da come ha in testa di giocare. Fare nomi non basta. Servono le caratteristiche, quelle vere. Che tipo serve per completare la rosa? Ruolo, gamba, età, quanto margine ha davanti, se si incastra o no nel sistema. Poi da lì parte tutto il resto, il lavoro degli altri uffici.

Sostenibilità sì, ma servono pure i dati. (Giusto?!)

Lo scouting e i dati fanno il passo dopo: prendono le indicazioni tecniche e le girano in una lista di obiettivi veri. Nomi concreti. Il metodo non cambia di una virgola. Numeri, margini, costi tenuti a bada. Sulla sostenibilità economica la gestione RedBird non transige, è uno dei suoi paletti.

A decidere saranno in sei, più o meno sempre gli stessi: Amorim, Almstadt, Gardiner, Calvelli, Castelblanco e Cardinale. Ibrahimovic resta lì vicino, da Senior Advisor. Continua a seguire le cose di campo e nell'ambiente rossonero il suo peso si sente ancora.

Botto in attacco: le idee sembrano essere molto chiare

Intanto sul mercato il Milan si è già mosso. Lo racconta il Corriere dello Sport: nelle ultime ore sarebbe partita una prima offerta al Paris Saint-Germain per Gonçalo Ramos. È uno che ad Amorim piace parecchio. Per come gioca, certo, ma anche perché il calcio internazionale lo conosce bene.

Dietro all'operazione c'è Jorge Mendes, agente di quelli pesanti, sempre in mezzo alle trattative grosse. Ramos, per l'attacco rossonero, sarebbe roba seria. E c'è un dettaglio non da poco: parla la stessa lingua del tecnico. Una sciocchezza solo all'apparenza. Può aiutare, se poi si va davvero all'affondo.

La palla non ce l'ha il Milan

La trattativa è aperta. Adesso bisogna capire come la prende il Paris Saint-Germain. All'inizio i francesi avrebbero sparato una valutazione sui 50 milioni. Non pochi. Il Milan ci proverà, a limarla, o a trovare una formula che la renda più digeribile. Le prossime ore diranno se c'è da insistere o no. Amorim, Ramos, l'ha messo in cima alla lista per il suo attacco. La palla, adesso, ce l'ha il Psg.

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