Tra i vari nomi possibili per la panchina azzurra spunta Massimiliano Allegri
Dopo aver incontrato nella sede della Lega in via Rossellini i rappresentanti delle 20 squadre di Serie A, Giovanni Malagò, candidato principale alla presidenza della FIGC, ha tenuto una conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Di seguito, alcuni punti salienti del suo intervento.
Gravina, con il 98,7% dei voti, non è riuscito a realizzare riforme. È pronto a rinunciare all'elezione pur di evitare intese con tutti?
"Certamente sì. Non si tratta di valutare o ponderare: non mi sono presentato come candidato né ho cercato di farmi candidare dalla mia parte. Non ho alcuna parte: sono una persona con un mio cammino, ognuno può esprimere il proprio giudizio. Non ho interessi riguardo a ciò: penso di essere capace di interagire con le persone. Anche io ho chi non mi apprezza o chi ha un'opinione differente sulla possibilità di candidatura. Tuttavia, so di essere considerato uno che ha buoni rapporti con gli altri. Credo che la parola 'compromesso' debba essere sostituita da 'convincimento': all'interno del CONI, con alcune eccezioni, sono riusciti a far coesistere sport con mentalità diverse. Se uno vince e gli altri perdono, sinceramente entri in una situazione dove devi lavorare per raggiungere un obiettivo specifico e invece ti consumi in questioni secondarie.”Malagò prosegue
“Quello che posso affermare con certezza è che purtroppo esiste un aspetto sportivo e uno finanziario. Le idee sono cruciali, ma anche gli investimenti e gli impegni di spesa sono altrettanto importanti. Se la Federazione e la parte economica, ovvero la Serie A, sono più soddisfatte, anche le altre componenti saranno più contente. Al contrario, se ci si concentra solo sul mantenimento degli attuali status e sulla sostenibilità, raggiungere un equilibrio diventa difficile. E poi tutto salta nel momento in cui ci sono problemi, che riguardano i risultati sportivi. Posso dirlo diversamente: immaginiamo che le squadre di Serie B e Serie C abbiano tutte profitti, e sappiamo bene che non è così. Pensiamo che le infrastrutture sportive del Paese siano di eccellenza, senza entrare nei dettagli della realtà. Immaginiamo che il calcio sia priorità rispetto ad altri sport a livello sociale. Bene: se non accediamo al Mondiale e le squadre, nonostante un bilancio ottimo, non avanzano nelle competizioni, il giudizio può restare positivo? Non credo. Cerchiamo di considerare il segmento sportivo, che è fondamentale, senza trovarci in una condizione che non possiamo sostenere. "© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti