Si parte sempre col solito 3-5-2, ma il Milan mandato in campo da mister Massimiliano Allegri assume spesso caratteristiche diverse durante la partita. Allegri, come ha dimostrato in passato, non è uno schematico fisso su un modulo: si adatta. E così anche la squadra ha acquisito la capacità di variare a gara in corso, soprattutto con la variante del 4-3-3.
In realtà in estate, la rosa era stata pianificata inizialmente proprio per il 4-3-3, ma già all’inizio della preparazione Allegri si era reso conto che la squadra non aveva abbastanza solidità per giocare con una difesa a quattro. In particolare vedeva i difensori più a loro agio con uno schieramento a tre: la linea era più coperta e anche il centrocampo riusciva a compattarsi meglio, formando un blocco unico. Ritrovare solidità difensiva, dopo le difficoltà della scorsa stagione, era fondamentale.
Questo modulo consentiva anche a Saelemaekers di esaltare le proprie caratteristiche sulla fascia, ma ad essere sacrificati erano gli attaccanti esterni d’attacco. In particolare Leao e Pulisic, che hanno dovuto adattarsi a fare le punte centrali. In un primo momento lo hanno fatto bene, poi anche per qualche problema fisico hanno trovato più difficoltà. Ed è per questo che, soprattutto in quest’ultima fase di campionato, Allegri ricorre spesso al 4-3-3 a partita in corso.
Il 4-3-3 come soluzione per il futuro
Nella maggior parte dei casi viene utilizzato per cercare il vantaggio o addirittura per recuperare una partita, mentre è più difficile vederlo a risultato acquisito. Però, analizzando i giocatori attualmente a disposizione, una volta registrata la difesa, questo potrebbe diventare il modulo migliore anche in ottica futura. Probabilmente già in estate si cercherà di costruire la squadra partendo da questa idea, ma chissà: potremmo vederlo più spesso anche in questo finale di stagione, e la chiave è proprio il rientro di Santi Gimenez.
Il 4-3-3 valorizza maggiormente Leao a sinistra e Pulisic a destra, ma quando a disposizione c’era il solo Fullkrug come centravanti, spesso era il portoghese a doversi adattare al ruolo di punta. Questo perché Allegri voleva avere a partita in corso, caratteristiche diverse da giocarsi, come quelle di Fullkrug.
Con il rientro di Gimenez, come visto anche contro il Torino, Allegri ha fatto partire Fullkrug titolare sapendo di avere un’alternativa in panchina. Nel primo tempo si è giocato col 3-5-2, ma è stato nel secondo tempo, con il passaggio al 4-3-3, che il Milan ha trovato i due gol decisivi per vincere la gara.
All’intervallo è stato sostituito Tomori ed è entrato Athekame, terzino destro di ruolo, per permettere il passaggio alla difesa a quattro. Il resto della linea difensiva e il centrocampo sono rimasti invariati, mentre davanti Saelemaekers si è alzato, Pulisic si è spostato a sinistra e Fullkrug ha fatto la punta centrale. Leao era assente, ma il ragionamento resta lo stesso anche per quando sarà disponibile.
È proprio per questo che il recupero di Gimenez offre più soluzioni ad Allegri. Con cinque attaccanti a disposizione, il 4-3-3 diventa molto più plausibile, considerando anche la possibilità di avanzare Saelemaekers.
Vedremo se quanto visto contro il Torino nel secondo tempo diventerà una soluzione ricorrente in questo finale di stagione. Difficile immaginare qualcosa del genere contro una big: ad esempio, nella prossima sfida contro il Napoli di Conte non ci aspettiamo certo il 4-3-3, a meno che il Milan non sia costretto ad inseguire. Ma contro le altre squadre è una soluzione che potremmo vedere spesso.