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Kakà, scudetto? “Siamo a dieci punti, ma io dico: si può fare”

Riccardo Focolari – 4 Marzo, 10:15

Ricardo Kakà

Kakà carica il Milan in vista del derby e in ottica scudetto: "Finché si può bisogna crederci". L'estratto della sua intervista alla Gazzetta.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport proprio nella settimana del derby, l’ex stella rossonera Ricardo Kakà ha commentato questa partita così importante e ha parlato più in generale del Milan attuale, club a cui è rimasto profondamente legato. Ecco un estratto delle sue parole.

Le parole di Kakà

Sul derby, quali sono le sensazioni da tifoso:
“Una bella sensazione. Siamo a dieci punti, ma io dico: si può fare, anche per lo scudetto. Certo, considerata la classifica adesso sembra un’impresa difficilissima, però nel calcio ne ho viste tante e ripeto, io ci credo. Finché si può, bisogna crederci e i ragazzi in campo lo faranno”.

Su che tipo di gara si aspetta e sul gioco di Allegri:
“Io sono brasiliano e penso che il dibattito fra jogo bonito e necessità di ottenere risultati ci sarà sempre. Nel mondo perfetto si dovrebbero unire le due cose, ma da milanisti bisogna guardare il lato positivo. Max conosce bene il calcio italiano, sta facendo un ottimo lavoro e mi inorgoglisce il fatto che il Milan sia di nuovo lì, secondo in classifica, in lotta per il campionato e con la possibilità di tornare in Europa”.

Se è sorpreso dal fatto di vedere Modric ancora in campo con questo entusiasmo:
“Lukita è una forza della natura, è fantastico vedere quello che sta facendo a livello di entusiasmo, leadership e ovviamente tecnica. Ho giocato con lui a Madrid e conosco la sua mentalità. Sorprendente che sia ancora così motivato con il numero di trofei che ha già vinto? Forse sì, perché è umano perdere un po’ di motivazioni quando hai già avuto tutto. Ma lui è pazzesco: ha ancora voglia di trasmettere il suo calcio, richiama i compagni, lotta sempre, ha energia e personalità. Il suo contributo al Milan è importante in partita e in allenamento e credo che la sua presenza faccia bene a tutto il calcio italiano”.

Se il calcio italiano è un po’ in ribasso rispetto al passato:
“Io considero il campionato italiano ancora molto competitivo. Il livello si è abbassato un po’, se pensiamo che era la lega più importante del mondo e ora c’è la Premier League. Ma resta un torneo divertente e il derby di Milano è una delle partite più belle da giocare e da seguire”.

Se sente ancora i suoi ex compagni del Milan:
“Certo. Ho incontrato Paolo Maldini a Dubai a Capodanno, seguo Rino e la sua avventura in Nazionale, mi sento con Pirlo, Sheva, Seedorf ma anche con Galliani, Braida e Leonardo. È bello che siano rimasti questi legami forti”.

Sui ricordi più felici dei derby:
“I derby di Champions, soprattutto il primo”.

Sui più brutti:
“Le sconfitte. Io per fortuna ho avuto più vittorie che sconfitte nei derby, ma perdere è brutto sempre”.

Che cosa gli piace di questo Milan:
“Che sia tornato a lottare per lo scudetto. Perché ripeto, io ci credo ancora: dieci punti sono quattro partite e la strada è lunga”.

Che cosa invece non gli piace:
“I punti persi. Con tutto il rispetto per gli avversari, partite come quella col Parma in casa vanno vinte”.

Se potesse togliere un giocatore all’Inter:
“Direi Lautaro, ma visto che è infortunato dico Thuram”.

Sull’uomo derby del Milan:
“Modric, senza dubbio. Con la sua esperienza e la sua classe farà la differenza. Ma anche Pulisic mi piace tantissimo, e poi c’è sempre Leao…”.

Su Modric, se va via a fine stagione o resta:
“La scienza adesso aiuta gli sportivi in ogni campo, ti allunga la carriera, ti dà una mano nei tempi di recupero fra una fatica e l’altra. Se pensiamo a quanto sia importante adesso Luka per la squadra, penso che possa andare avanti ancora due o tre anni, ma chi lo sa: c’è la forma fisica e poi ci sono le decisioni del giocatore, le esigenze della famiglia, la voglia di tornare a casa. I fattori che ti spingono a chiudere una carriera sono tanti, ma per come lo vedo in campo io penso che possa giocare ancora a lungo senza problemi”.

Su San Siro, quasi alla fine della sua storia:
“Penso alla storia e dico che è brutto, c’è la nostalgia per i momenti che abbiamo vissuto lì. Ma ogni tanto ci vuole un cambiamento e la vita va avanti: è un pezzo di noi che se ne andrà, però ci sarà qualcosa di nuovo e si potranno costruire altre belle avventure”.

Sul Brasile allenato da Ancelotti:
“Ancelotti è la persona giusta per questo periodo del Brasile, che per il suo passato parte sempre fra le favorite, magari non fra le prime tre, ma è una buona squadra e Carlo è Carlo. Sono fiducioso. Ho avuto la fortuna di giocare tre Mondiali e so quanto sia emozionante. Fare un buon torneo dopo tante delusioni sarebbe molto importante per il Paese”.

Ancora sul derby:
“E lì ho una certezza: che il Milan possa battere l’Inter e avvicinarsi in classifica. Mi fido di Lukita e non soltanto di lui”.