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Il giornalista: “Milan? Indispensabili innesti d’alto livello…”

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In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Andrea Masala ha criticato il campionato giocato da Milan...

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Andrea Masala ha criticato il campionato giocato da MilanInter e Juventus.

“E le cinque stelle stanno a guardare: tre sono della Juventus, più una a testa per Milan e Inter. Le grandi storiche del nostro calcio sono tutte e tre sicure di non vincere lo scudetto a sei giornate dal termine del campionato: così dice l’aritmetica elementare, non un algoritmo. Ognuna ripete ai loro tifosi «Scusate l’anticipo», un triplo flop mai come stavolta vistoso e imbarazzante. Il Napoli delle meraviglie fa i conti alla rovescia per lo scudetto sospeso. Applausi a scena aperta ai nuovi campioni d’Italia, ma le tre corazzate del Nord ce l’hanno messa tutta per riuscire nell’impresa al contrario, cioè non provare nemmeno un brivido alle ultime battute. Nel 2023 nessun batticuore, nessun sussulto da rimonta, né rabbia né orgoglio, quasi come se tutto fosse legato a un copione ineluttabile”.

“Alt, fermi tutti. Ecco la parola magica che potrebbe fornire le attenuanti alle grandi in seconda fila: l’Europa. Gli avvocati difensori delle pluridecorate di Torino e Milano hanno pronta l’arringa. Come vi permettete di discutere la stagione di squadre semifinaliste in Champions ed EuroLeague? Come si fa a svilire i traguardi di chi può portare a casa i trofei continentali più prestigiosi? Forse non ricordate in che condizioni versava il nostro movimento non più tardi di due-tre anni fa. La finale persa dall’Inter in Europa League e la conquista della Conference da parte della Roma sono state grasso che cola. Okay, giusto. E non si può pretendere tutto su tutti i fronti: si passerebbe per incontentabili.

O per nostalgici degli anni Novanta e dei primi Duemila, che fingono di non accorgersi dell’elefante nel corridoio, quella Premier diventata sempre più ricca e dura da contrastare, con introiti XXL, fuori misura anche per le più vincenti d’Italia. Ben venga quindi ciò che passa il convento europeo, ma non scambiamolo per la norma. L’augurio è di sbagliarsi, ma un derby italiano in semifinale di Champions appartiene ancora alla categoria “eventi eccezionali”. Non illudiamoci che sia il segnale definitivo di una tendenza: è incoraggiante, ma non basta. Ci vuole molto, molto di più”.

“Tanto lavoro attende pure Milan e Inter, cullate in sottofondo dalla musichetta della Champions. Si sfiora il paradosso: squadra che vince si cambia. Avete capito bene: anche con la Coppa in mano, gli attuali organici non sono strutturati per garantire un futuro migliore. Asserirlo sembra sgradevole e perfino ingrato, ma è sotto gli occhi di tutti. Pioli è un allenatore serio e aziendalista: non ammetterà mai, nemmeno sotto tortura, che con la sua rosa si è dovuto arrangiare. Le vittorie in Europa rendono tutto più dolce, certo, ma da qui a imbarcarsi in un’altra annata con Origi impalpabile, De Ketelaere acerbo, a essere buoni, più Dest, Adli, Vranckx, ce ne passa… I titolari rossoneri hanno raccolto tanto, in tutta onestà non si può chiedere loro molto di più: d’ora in poi saranno indispensabili rinforzi d’alto livello, non solo colpi più o meno di genio”.