Il Milan si sgretola a Reggio Emilia, l'analisi del momento rossonero: gli errori di mercato e le ultime tre partite decisive di stagione.

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La sconfitta contro il Sassuolo di ieri è stata un vero disastro per il Milan, una delle peggiori dell’intera stagione, forse seconda solo alla sconfitta contro l’Udinese in casa, ancora più pesante. Da dopo la vittoria nel derby dell’8 marzo il Milan si è come spento: è iniziato un periodo negativo che non si è interrotto nemmeno con le vittorie arrivate in mezzo, quelle con Torino e Verona.
Si è come rotto qualcosa e ora Allegri dovrà cercare di rimettere insieme i cocci durante la settimana, portare a casa l’obiettivo della qualificazione in Champions e poi, a fine stagione, si faranno le valutazioni necessarie.

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La sconfitta col Sassuolo di ieri ha fatto sì che i jolly a disposizione siano finiti. Aspettando il risultato della Roma, qualora i giallorossi vincessero andrebbero a meno 3 dai rossoneri, mentre il Como, che ha pareggiato, è ora a meno 5. Gli scontri diretti a favore con entrambe lasciano da una parte ancora un bel po’ di speranze ai rossoneri, ma allo stesso tempo la prova di Reggio Emilia di ieri fa capire che ogni partita delle tre rimaste da qui alla fine sarà come una finale.

La prossima gara contro l’Atalanta a San Siro è già ostica di suo: la Dea è un avversario difficile, con giocatori forti. Ma, dato il momento del Milan, non è possibile stare tranquilli nemmeno per le successive due gare, quella col Genoa e l’ultima col Cagliari. Due squadre che non hanno più molto da chiedere al campionato, ma che, vista la prestazione di ieri, preoccupano allo stesso modo di una big.

Un mercato che non ha dato risposte

In ogni caso, società e allenatore dovranno fare delle riflessioni in merito a come è stato utilizzato il budget di mercato. Quasi nessuno degli investimenti della campagna estiva ha fin qui dato i suoi frutti. Gli unici acquisti promossi a pieni voti sono quello di Modric a zero e quello di Rabiot, preso con un po’ di fortuna a fine calciomercato a circa 10 milioni.

I vari Jashari (38 milioni), Nkunku (42 milioni), Estupinan (20 milioni), Ricci (25 milioni)… ieri è stata un po’ una prova lampante e visibile a tutti delle loro difficoltà. Alcuni di loro avranno di sicuro altre occasioni in futuro, ma sta di fatto che il Milan non può più permettersi di sbagliare totalmente una campagna acquisti in questo modo.
In più c’è il discorso legato al mercato di gennaio, periodo in cui il Milan si trovava a un certo punto a -2 dall’Inter e si percepiva chiaramente che servisse qualche rinforzo alla squadra di Allegri, che fino a lì aveva reso oltre le aspettative, per cercare di competere con i cugini per il titolo. Rinforzi che si sono limitati al solo Fullkrug, che tra l’altro non verrà riscattato.

Chissà se qualche acquisto in più a gennaio avrebbe potuto spostare qualcosa. Sta di fatto che ora i rossoneri sono chiamati ancora una volta a compattarsi verso l’obiettivo, così da non vanificare il grosso vantaggio conquistato con un’ottima prima parte di stagione.
La qualificazione in Champions rappresenta un passo fondamentale per ripartire il prossimo anno già con una base e aggiungere quello che quest’anno è mancato e che gli errori hanno insegnato. Non raggiungerla significherebbe l’ennesimo, deprimente anno zero.

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