Anche all'interno del Milan ci sono aspetti da cambiare come segno di rivoluzione del calcio italiano nel prossimo futuro
Leao-Milan, addio in estate?
"A me preme che le modifiche vengano attuate realmente, poiché sono fondamentali per il rilancio del calcio italiano. In questo scenario non è rilevante la percentuale di voti ottenuti durante l'elezione".
Così ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi a Senigallia (Ancona), durante un incontro pubblico organizzato da Fratelli d'Italia in vista delle elezioni comunali del 24-25 maggio, intitolato "Il Governo a Senigallia".
"Mi interessa il progresso del settore e, per raggiungerlo, in certi momenti è necessaria una rottura con il passato che attualmente non percepisco", ha evidenziato il ministro, difendendo altresì la decisione di creare una Commissione indipendente per monitorare l'equilibrio finanziario, presieduta dal professor Massimiliano Atelli. Secondo Abodi, lo scopo della nuova Commissione non è solo quello di sanzionare, ma anche di proporre: "verranno applicate le regole federali e saranno forniti suggerimenti per rendere più efficaci gli indicatori economici". La sfida, per il ministro, consiste nel garantire che il merito sportivo sia sempre supportato da una solidità gestionale delle società che salvaguardi sia la regolarità dei tornei sia la passione degli spettatori.
Sul campionato "manageriale": le parole di Michele Criscitiello
Michele Criscitiello, giornalista, ha commentato la situazione del campionato italiano su Sportitalia dicendo: "Questo è anche un campionato pieno di rimpianti. Chivu arriva e, da inesperto, trionfa immediatamente contro le esperte squadre della nostra serie A. Massimiliano Allegri ha deluso, Luciano Spalletti non riesce a vincere neppure contro una squadra già retrocessa, Gian Piero Gasperini, se arriva al quarto posto (molto improbabile), si sentirà come un miracle worker. Antonio Conte non ha avuto successo in Europa, ma si è confermato in Italia. Mantenere il Napoli in Champions è un grande risultato. È impossibile vincere ogni anno il campionato. Sabato è emerso con chiarezza che questo torneo ha parametri… nulli. In termini di reti. Non segniamo, non giochiamo e non produciamo. Vogliamo trasformare il calcio a livello politico, ma dobbiamo modificare anche la mentalità degli allenatori"."Un tempo avevamo i migliori allenatori del mondo, ora ci sono tecnici rinunciatari che hanno smesso di far giocare le loro squadre. La paura del risultato impedisce di esprimersi. È tempo di mettere da parte la paura, abbiamo bisogno di audacia. Cominciando dai tecnici. Ad avere bisogno di un cambiamento sono Milan e Juventus. Il Napoli ha fatto quanto doveva. L’Inter ha vinto e può godersi il successo. È un trionfo di Chivu, ma in questo caso, anche della meritocrazia. Hanno prevalso i più forti".
© RIPRODUZIONE RISERVATA