L'intervista a Paletta è terminata

Gol contro il Sassuolo? Ero contentissimo perché poi quando abbiamo subito le due reti vedevo che giocavamo bene e abbiamo avuto la forza di reagire ed è stato importante per la vittoria.

Soprannome? Mi chiamano tutti Palettone. 

Crotone? In settimana ci siamo allenati normalmente e bene. L'orario  ci costringe a pranzare presto. Dobbiamo guardare partita dopo partita.

Fratello arbitro? E' l'unico che ha ancora i capelli. Capisco cosa vuol dire essere arbitro e gestire 22 persone. Mi dice le nuove regole. Espulso a Genova? Mi hanno detto che dal vivo sembrava più brutto. Avessi preso palla sarebbe stato giallo

Il pareggio dell'Inter nel derby? Quella notte ci ho pensato tanto. Bisogna stare più attenti. Due sono saltati da soli. C'era confusione con anche il portiere. Prossima volta dobbiamo essere concentrati fino al 95esimo. Erano 2 punti che volevano dire tanto e non solo per il derby.

Origini italiane? Il bisnonno è di Crotone.  

Milan unica squadra a non aver preso gol da un sudamericano? Abbiamo un rapporto normale con gli avversari sudamericani. Li salutiamo prima e basta. In partita non parliamo mai. Dentro il campo non ho amici.

L'Atalanta? Sono tutte difficili e le partite possono dipendere da un episodio. Sono partiti così così. Dovevano conoscere il modulo e il mister. Mi avevano parlato gli ex Genoa che si sono sempre trovati bene e che facevano dei grandi campionati. Hanno tanti giovani e sono una squadra che può crescere. Lo scorso anno quando abbiamo vinto a Roma i tifosi ci hanno aspettato. Grande accoglienza. Bergamo mi è rimasta nel cuore, ne parlo con Bonaventura. Sono andato a trovarli e li sento spesso.

In studio chiedono al difensore quanto conosce i suoi compagni con un quiz. Paletta parte bene indovinando la canzone preferita di Vangioni e ili colore preferito di Zapata, ma ammette di aver tirato a indovinare

Paletta: "Responsabilizza tanto. Il mister vuole che l'azione parta dai centrali. Siamo a disposizione. Il primo compito è difendere, ma diamo un aiuto nella costruzione"

Domanda di Bazzani: "Quanto può essere importante essere responsabilizzato in costruzione e possesso?"

Crespo: "Eravamo a Parma e gli dissi tutto il giorno assieme, ma in camera no. Capisci la voglia e la fame di adattarsi al nuovo paese. E ogni volta era meglio. Lui è così. Ha una metosologia chiara. Vederlo dove è arrivato è bellissimo. Frutto dello sforzo suo e della famiglia. Sono molto contento"

Paletta: "Crespo mi ha insegnato a parlare italiano. Al primo ritiro non voleva stare in camera assieme così che imparassi a parlare. Mi ha fatto dei fogli con scritto le cose più importanti. Ho ancora i fogli. Con Vangioni, Sosa e Gomez gli ho fatto una copia dei suoi fogli"

Crespo: "Io tornare al Milan? Sono passati un po' di anni. Ma è chiaro. Sono nato e cresciuto col Milan degli olandesi. E' un motivo di grande onore. Sappiamo come è andata e va bene così. Sono orgoglioso della mia carriera. Consiglio a Gabriel di tenersi stretto quella maglia. Io gli voglio molto bene, ma di River e Boca capisce poco (Ride), va un po' in difficoltà. Sono due stadi splendidi che hanno fatto la storia.

Paletta: "Lo dice perché è un amico. Già l'ho ringraziato. Quando sono arrivato mi ha dato una grossa mano"

Crespo: "Gabriel sa cosa penso di lui. Sono contento perché il fatto di arrivare al Milan è da pochi. Lui ha insistito. E' un professionista serio che ha dato il massimo. Essere il titolare del Milan non è semplice e lui si sta comportanto alla grande"

Paletta: "L'ultima volta che ci siamo sentiti è stato quando ho fatto gol col Sassuolo"

Crespo si è collegato telefonicamente

Carattere? Non sorrido sempre, ma ho un buon rapporto con tutti

Lucarelli? Lui mi diceva: 'Ti ho fatto diventare calciatore'. I primi mesi dovevo abituarmi perché il calcio è diverso qui. Io gli dicevo sempre: 'Guarda che buchi lasci' (ride)

Liverpool? Un'esperienza bella anche se non ho giocato. Ero giovane e ho voluto andare via perché non c'era spazio. Ero in tribuna ad Atene quando il Milan ha vinto la Champions. Il mese dopo sono andato al Boca e abbiamo perso di nuovo contro il Milan (Ride)

Garay? Eravamo avversari sin dal settore giovanile. Abbiamo avuto la fortuna di giocare assieme, è un grandissimo giocatore.

Come mi trovo con Montella? Il mister vuole far partire l'azione dai centrali. Mi trovo benissimo. Abbiamo un'idea di gioco e ognuno sa fare il suo compito. Per adesso stiamo andando bene, speriamo di continuare.

Ritorno al Milan? Non c'era voglia di rivalsa col Milan. Avevo deciso io di andare via. Eravamo in tanti e non c'era spazio. Ho deciso di andare a giocare. Quando sono tornato ero già deciso a rimanere, volevo giocarmi le mie chance. Ho avuto la fortuna di aver fatto quasi tutte le amichevoli. Mi ha dato fiducia e ritmo partita.

Sosa e Vangioni? Sono importanti. Il gruppo è importantissimo. Si vede quando il mister fa i cambi che i subentrati danno una mano. E' la cosa più importante. Sono tutti contenti anche chi non gioca. E' difficile il compito dell'allenatore di farli rimanere felici. Abbiamo le idee chiare, ognuno sa quello che deve fare. 

Romagnoli? Ha tanti margini di miglioramento, ma non solo lui. Tanti dei giovani in rosa. E' bravo, si allena bene e sa ascoltare i consigli. Non solo i miei. Sono tutti ragazzi bravi, è un bel gruppo.

Il mio idolo? Non ne avevo uno preciso. Guardavo tutti e provavo a ripetere le loro mosse

Mondiale Under 20 giocato con Messi e Aguero? Loro due erano due anni più giovani. Infatti poi Aguero ha fatto anche quello Under 21. Ci sono altri che poi sono diventati grandi come Biglia. Ho un ricordo bellissimo, eravamo in '90. Avevamo 18 anni, ma tanti già giocavano in A ed era più facile"

Differenze tra derby argentini? Ci sono differenze, lo stadio del Boca è più chiuso e si sente di più. Viceversa quello del River. Sono partite bellissime da giocare

Emozioni di San Siro? Sono le partite che sogni da bambino. Non guardo se lo stadio è pieno o meno, ma quando usciamo per il riscaldamento sentiamo la motivazione e l'orgoglio. Difendere i nostri colori.

Tifosi allo stadio? E' sempre importante che ci siano. Noi, come stiamo giocando, gli diamo più entusiasmo nonostante il freddo. Però dai giochiamo alle 12:30 dovrebbe aiutare i tifosi. Sono importanti perché ci danno la carica per vincere queste partite che non sono mai facili.

L'allenamento di rugby? Il mister ci fa giocare ad altri sport. Rugby, pallamano. Quella giornata pioveva tanto e ci siamo divertiti un po' facendo il riscaldamento. Io non so nemmeno le regole, a Niang piace tanto

Al difensore viene mostrata una clip con le sue giocate migliori

Sono rimasto molto toccato. Può succedere a chiunque. Sono cose che si potrebbero evitare. Non so bene cosa sia successo, ma speriamo che non accada di nuovo

La Chapecoense? Quello che è successo ci colpisce a tutti. Sono cose che in questi anni non possono succedere

Si comincia

Il difensore rossonero interverrà in diretta a Milan Tv alle 19.15

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