Suso: “Darò tutto per il Milan, presto tornerà il miglior Suso”

Suso: “Darò tutto per il Milan, presto tornerà il miglior Suso”

Le parole di Jesus Suso, attaccante del Milan.

di Redazione Il Milanista

Milan, parla Suso

MILANOJesus Suso, attaccante del Milan, si è così espresso in una lunga intervista rilasciata a SportWeek“Sappiamo di dover dare di più per il Milan, per la sua storia e per i suoi tifosi. Stiamo attraversando un momento negativo, ne siamo consapevoli ma lavoriamo duramente ogni giorno per cercare di uscirne.

Siamo il Milan e la mediocrità in un club come questo non può essere accettata. Sono il primo a non essere soddisfatto delle mie prestazioni, ma non è una questione di pressione o di critiche. I tifosi hanno diritto di criticare. L’ho scritto su Instagram dopo la Spal: un gol non cambia la storia. Non cancella i fischi, meritati, o le critiche, giuste. È un momento in cui non riesco a esprimermi ai miei livelli ma sono sicuro che presto tornerete a vedere il miglior Suso. Fidatevi”.

SULLE CRITICHE: “Penso che le responsabilità debbano prenderle i giocatori forti, quelli dai quali la gente si aspetta che facciano la differenza, più e meglio di altri. Per me non c’è problema. Se mi chiedono: “vuoi prenderti responsabilità?”, io rispondo di sì. Credo di aver fatto molto bene anche in situazioni di difficoltà della squadra, ma ripeto: so che queste prime giornate di campionato non sono state positive né per me, né per tutto il Milan”.

IL GIOCO PUNTA SU DI LUI: “Ogni squadra ha il suo punto forte, possiede caratteristiche diverse dalle altre. Se il Milan pende più a destra, come sento dire, non l’ho deciso io. Pressioni? Più cresci, più forte diventi, e più aumentano pressioni e responsabilità. Non penso sia una cosa negativa, al contrario: se allenatore e compagni si appoggiano a te, significa che stai facendo bene il tuo lavoro”.

SALTO DI QUALITA’: “Non esiste un punto in cui uno possa dire: sono arrivato. Si può sempre migliorare. A volte dipende dall’annata. È vero anche che in questi ultimi tempi abbiamo avuto cambi societari che hanno inciso a livello mentale, ma adesso con Elliott siamo tranquilli. Perciò sono sicuro che possiamo fare bene: abbiamo tutte le caratteristiche per riuscirci. A volte, è semplicemente una questione di tempo, anche se nelle grandi squadre non ce n’è mai. Ma siamo sulla strada giusta e con il nuovo allenatore le cose andranno meglio”.

“Siamo un gruppo giovane, consapevole di dover crescere. La gente finora si è comportata benissimo. Dimostrando molta pazienza. L’anno scorso siamo arrivati a un punto dalla Champions, non si può dire che abbiamo fatto male. In questa stagione abbiamo cominciato male, ma c’è tempo per recuperare. A me piace tanto stare qua. Potevo andar via per due anni di fila, e non l’ho fatto. Sono rimasto qui perché così volevo. Io sono costato zero: per essere costato niente, credo che il mio rendimento al Milan sia stato buono. Quindi, se mi chiedi se sono contento di quel che ho dato, ti rispondo: sì, molto”.

SUL RENDIMENTO: “Il fatto è che io non devo dimostrare niente. Se un calciatore non viene criticato è perché da lui non si pretende niente. È stato criticato Cristiano Ronaldo, viene criticato Messi quando gioca nell’Argentina. Se devo dire che mi piace essere criticato, dico no, a nessuno piace, ma è una cosa che nel calcio esiste. Solo, non capisco chi allo stadio insulta. Non è giusto offendere chi sta facendo il proprio lavoro, ma mi rendo conto che chi paga il biglietto può dire ciò che vuole. I fischi e gli insulti non mi smontano. Lavoro con la testa per rimanere concentrato sulla partita. Continuo a provare le mie giocate, perché, se non le provo, non riusciranno mai. Ma, se solamente ne riesce una, è un gol oppure un assist”.

LA “MATTONELLA”: “Fino alla prima partita di campionato, a Udine, per tutti potevo giocare trequartista. Dicevano che Giampaolo mi aveva trasformato, che stavo dimostrando di poter fare quel ruolo. Poi è bastata una partita fatta male, una sconfitta, ed è venuto tutto giù. Perché? Ah, io non lo so. Sarà stato per motivi tattici o psicologici. Ma non da parte mia. In quella posizione, al centro dietro le punte, io posso stare. Ovviamente mi piace più stare a destra, ma non ho nessun problema a giocare dentro al campo”.

SOLO SINISTRO: “E il cross di destro per Calhanoglu contro il Brescia, dopo essere arrivato fino a fondo campo invece di rientrare? E il gol nel derby di tre anni fa, con doppio dribbling su Miranda in area e destro a incrociare sul palo lontano? Però, se riesco a liberarmi e calciare con il sinistro, perché devo andare sul destro?”.

DISCONTINUITA’?: “Perché a novembre-dicembre inizio a soffrire di pubalgia. Quest’anno ho cominciato a sentire male all’adduttore già a settembre, contro la Lazio non ho giocato per lo stesso motivo. È un problema che mi si ripresenta ogni anno e che non si riesce a risolvere”.

SUI TIFOSI: “Ai tifosi dico di continuare ad avere pazienza, sostenendo la squadra. So che non è facile, ma noi riusciremo a invertire la tendenza. Chiedo loro di fidarsi di me. Gioco nel Milan e tifo Milan. Fino all’ultimo giorno darò tutto”. CLICCA QUI>Intanto, ecco tutte le principali notizie dal mondo Milan in aggiornamento live

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