Shevchenko: “Nulla potrà cancellare quanto fatto da Berlusconi”. E sulla Champions del 2003…

Shevchenko: “Nulla potrà cancellare quanto fatto da Berlusconi”. E sulla Champions del 2003…

L’ex bomber rossonero ha commentato il momento del Milan e l’addio al calcio di Abbiati ma ha anche ricordato il trionfo di Manchester

MILANO –Sarà un Europeo spettacolare e incerto fino alla fine. In particolare non sarà facile per nessuno, nemmeno per quelle squadre di prima fascia tipo Francia, Germania, Spagna, Italia e Portogallo. Garantita la sorpresa: mi auguro sia l’Ucraina”. Parola di Andriy Shevchenko, che ha rilasciato una lunga intervista pubblicata oggi da Il Giornale. L’ex bomber rossonero ha poi commentato il momento del Milan e l’addio al calcio di Abbiati: “Christian è un grande professionista e una persona per bene: gli auguro ogni fortuna. Mi dispiace per i tanti tifosi, per il buon nome del Milan e in particolare per il suo Presidente. Ma sono sicuro che alla fine proprio Silvio Berlusconi troverà la via d’uscita. Nessuna delusione di questi ultimi tempi potrà cancellare quello che Berlusconi ha realizzato in 30 anni“.

EUROMILAN – Sheva è poi tornato indietro nel tempo, in particolare alla finale di Champions di Manchester del 2003 contro la Juventus: “Ricordare quella sfida mi procura sempre un’emozione incredibile. La sognano tutti una partita così, ma pochi riescono a viverla. E solo chi non ha mai provato quella tensione che ti logora per giorni e ti travolge non può capire. Fu una sfida epica, non bella esteticamente ma una battaglia tra due autentiche armate, le più forti e complete in quel momento in Europa. Finì ai rigori, che sono un colpo al cuore per i tifosi e un dramma per chi perde. Il mio è un ricordo fantastico perché fu il primo successo europeo e perché fu una rincorsa lunga e complicata, iniziata col turno preliminare. L’ultimo rigore? Mentre mi avviavo da centrocampo pensavo solo a come avrei tirato quel rigore primo di incrociare gli occhi di Buffon senza più cambiare l’idea. E nel frastuono dello stadio non riuscivo a sentire il fischio dell’arbitro: perciò per 10 secondi guardavo prima l’arbitro e poi Buffon, ancora l’arbitro e poi Buffon“. Per arrivare a quella finale si passò anche per il derby contro l’Inter in semifinale:Mai più vissuta una vigilia tanto nervosa e folle: tifosi eccitati, la città in ebollizione, i giornali che mettevano in discussione i due allenatori. Non fu un granché dal punto di vista spettacolare, perdemmo alcuni anni di vita con la paratona di Abbiati su Kallon a pochi secondi dalla fine“.

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ilmilanista.it

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