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Galliani: “Voglio chiudere con un trofeo”

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MILANO – Adriano Galliani ha ritirato oggi il premio  Guirlande d’Honneur al Palazzo Giureconsulti di Milano. Queste le sue parole dal palco: “Sono molto onorato che abbiate pensato a me, vedendo questa federazione, ho pensato che si basa sulle tre attività che ho svolto nella mia vita, televisione, cinema e sport. Questa federazione rappresenta un po’ l’essenza della mia vita personale. A conclusione dei miei 30 anni di Milan è il premio più ambito e sono veramente grato di questo onore”.

L’amministratore delegato ha poi parlato ai giornalisti presenti:”Futuro? Non ci penso per ora, di sicuro c’è che il Milan esisteva prima di me e continuerà ad esistere anche dopo. Posso dirvi che non farò il presidente dell’Olimpia. L’amore per il Milan é eterno. Fino al giorno del closing sarò assolutamente concentrato sul mio lavoro, come sto dimostrando. Poi rimarrò tifoso del Milan: l’amore non passa. Voglio chiudere con un trofeo e spero che possa essere la Supercoppa Italiana che il Milan giocherà a Doha contro la Juventus”.

“Cinesi? Non mi voglio sbilanciare sulla nuova proprietà e su i cinesi che arriveranno al Milan. Io spero solo che la nuova proprietà possa riportare il Milan ai fasti degli anni passati”.

“Gli attaccanti? Sono contento per Lapadula, ha una ferocia che non avevo mai visto a Milanello. Nonostante magari può essere inferiore tecnicamente ad altri giocatori che sono stati nel Milan nel passato come Gullit o Van Basten non è da meno per grinta e voglia di fare. Lui o Bacca nel derby? Io parlo molto con gli allenatori, ma non do consigli a Montella”.

“Suso? Sono contentissimo per Suso. Quando l’abbiamo preso pressavo Maiorino, perchè lo volevo a tutti i costi. E’ stato un affare perchè l’abbiamo pagato solo 200mila euro”.

“I convocati in Nazionale? Se Montolivo non si fosse fatto male ci sarebbe stato anche lui. Ho parlato col C.T. e credo nei prossimi stage dovrebbe essere chiamato anche Calabria se guarirà dal suo problema. Poi ne abbiamo due con l’Under 19, Locatelli e Plizzari. La politica voluta dal presidente Berlusconi dei giovani italiani mi sembra che stia dando dei bei frutti”.

“Il Milan di Montella? È una buona squadra ma lo era anche l’anno scorso. Non era certamente colpa dell’allenatore. Ci sono gli anni in cui le cose vanno bene. Gli anni in cui i giocatori si separano dalle mogli. Lo scorso anno è stato un record, quest’anno invece tutti d’amore e d’accordo. In trent’anni credo di aver capito i meccanismi come la religione. Ci sono gli anni dove ci sono i misteri gaudiosi e quelli dolorosi. Quest’anno sembra un mistero gaudioso”. Intanto Costacurta lancia la bomba….

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