Ronaldinho e la standing ovation al Bernabeu, ecco perchè il Barça vinse 3-0

Ronaldinho e la standing ovation al Bernabeu, ecco perchè il Barça vinse 3-0

Iniesta racconta un retroscena di quel Clasico in cui i blaugrana umiliarono il Real Madrid nella loro tana

Milano – Per ottenere grandi vittorie, si sa, servono grandi campioni. Ma a volte chi è veramente un campione lo si vede più fuori che dentro dal campo. E’ il caso, ad esempio, di Ronaldinho, che trascinò il Barcellona alla vittoria nel Clasico del 19 novembre 2005 al Bernabeu. In quell’occasione Dinho realizzò una doppietta, e il pubblico rivale gli riservò una standing ovation senza precedenti. La partita terminò poi 3-0 grazie a un gol di Eto’o. Ma, come abbiamo detto, il campione si vede anche e soprattutto fuori dal campo, e quella partita il numero 10 del Barça l’aveva vinta già prima di scendere sul terreno di gioco. Il perché ce lo spiega Iniesta, allora ventunenne, che nel suo libro “La jugada de mi vida”, uscito da pochi giorni in Spaga, racconta: “Pochi giorni prima del Clasico contro il Real Madrid, Dinho mi ha chiamato a casa la sera. Quando rispondo mi dice: “Andrés, so che sono le tre di notte, ma ti devo confessare una cosa. A giugno lascerò Barça. Mio fratello ha raggiunto un accordo con il Real Madrid. Si tratta di un’offerta incredibile che non posso rifiutare. Sei giovane,  mi puoi capire …  Ma per favore, non lo dire a nessuno negli spogliatoi o nella società, non mi tradire. Mi fido di te più di chiunque altro. Buonanotte Andrés.” Lui non mi ha dato il tempo di dire niente. Il giorno dopo eravamo al campo di allenamento e ho sentito una strana atmosfera intorno a me. Tutta la squadra stava in silenzio. Quando il giorno del Clasico è arrivato, negli spogliatoi del Santiago Bernabeu Dinho dice: “Ragazzi, oggi è una partita molto importante. Sono forti, ma in questi giorni ho scoperto che eravamo come una famiglia. Ho chiamato ciascuno di voi di notte e vi ho detto che stavo per lasciare a giugno, ma nessuno di voi ha parlato. Dopo questa cosa, ho capito che eravamo pronti a soffrire in silenzio, piuttosto che tradirci a vicenda. Io starò qui ancora a lungo. Ora andiamo in campo a dare una lezione a quelli del Real “. Dopo questo discorso, come sappiamo, i blaugrana diedero una lezione severissima ai blancos. Ronaldinho ovviamento poi non si trasferì mai al Real Madrid, ma andò invece nel 2008 al Milan. Intanto anche dall’Nba arrivano commenti sul giocatore rossonero…

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