FOCUS – Mihajlovic, un cuore diviso a metà

FOCUS – Mihajlovic, un cuore diviso a metà

Per Mihajlovic quella di domenica sera non sarà una partita come le altre

Mihajlovic

MILANO – Quando domenica sera si accenderanno i riflettori di Marassi, non sarà una partita come tutte le altre per Sinisa Mihajlovic. Nella testa del serbo si mischieranno i ricordi di una vita, sarà uno sliding doors, un tuffo in un passato difficile da dimenticare.

GLI ALBORI – Scartato dalla Roma arriva nel 1994 a Marassi e comincia a conquistare tutti con le sue punizioni che sfidano le leggi della fisica: “Quando ero piccolo, mi allenavo a casa ore e ore, tirando le punizioni sulla serranda di un vicino in Jugoslavia, lavorava la notte e non lo facevo mai dormire”, confessava qualche tempo fa Sinisa. Quattro anni fatti di amore e passione, prima di vincere molto con la Lazio dei suoi amici Mancini,Veron e Lombardo e del suo mentore Sven Goran Eriksson

LA PANCHINA – Torna a Marassi da allenatore dove, in 68 partite, conquista una media di 1,59 a partita e un preliminare di Europa League sciupato contro il Vojvodina dal suo successore Walter Zenga.

IL GRANDE SALTO – Poi la chiamata del Milan, a cui non si può proprio rinunciare, nonostante i trascorsi nell’Inter e quella sua dichiarazione che non avrebbe mai allenato i rossoneri. Ma il Diavolo, si sa, è tentatore e può far cambiare idea molto facilmente. Berlusconi non ama molto il suo gioco, la finale di Coppa Italia potrebbe essere decisiva per il suo futuro. Tira la bomba Sinisa, con una delle tue parabole sorvola le critiche e conquista la Coppa, contro una Signora che non invecchia mai e ha ancora tanta voglia di stupire. Quando domenica il pallone sarà al centro del campo, non ci sarà più spazio per i ricordi, c’è solo da mettere in sesto un Milan voglioso ma ancora troppo fragile per tornare nell’Olimpo della Serie A. “Il viperetta” Ferrero con la sciarpa blucerchiata al collo vorrà farti uno sgambetto, magari si avvicinerà con il classico detto: “Mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigà, pace pace e libertà”. Già quella di poter scegliere senza il peso ingombrante della società, è questo quello che chiede Sinisa, uno spirito libero con lo sguardo da duro.

ilmilanista.it

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