Boateng: “Berlusconi non mi ha mai invitato ai suoi festini perché ero fidanzato”

Boateng: “Berlusconi non mi ha mai invitato ai suoi festini perché ero fidanzato”

L’ex rossonero, nuova stella del Las Palmas, si è raccontato in una lunga intervista a El Paìs

Milano – Kevin Prince Boateng in Spagna è rinato. Dopo aver incantato tutti in Italia, prima con il Genoa e poi soprattutto con il Milan, il ghanese si era perso durante le sue avventure in Germania e Inghilterra. Adesso con il Las Palmas sembra tornato quello di un tempo, e in un’intervista a El Paìs si e raccontato a tutto tondo. Il Boa, dopo aver parlato delle sue impressioni sul calcio spagnolo, ha spiegato come mai è crollato dopo l’esperienza al Milan: “Non ho saputo gestire la fama e la ricchezza che sono arrivate di colpo. Quando sono andato a Londra ero pieno di soldi, ma a 20 anni non sai come amministrarli. Spendevo tutto in qualcosa che mi rendesse felice due ore, ma poi finiva tutto. La maggior parte dei soldi li ho spesi in vestiti, auto e discoteche. Poi un giorno mi sono svegliato dopo una festa, mi sono guardato allo specchio e mi son detto: ‘Già finito?’ Da quel momento ho capito che la mia vita doveva essere altro, e ho iniziato a vivere in maniera equilibrata.”

Al Milan E’ stato poi chiesto a Boateng se avesse mai partecipato a uno dei festini di Arcore. Il ghanese ha risposto: “Nono, sapeva che ero fidanzato. Non credo che queste feste ci fossero veramente. Comunque per me Berlusconi è stata una persona straordinaria, molto diversa da quella che la stampa dipinge. Mi rimproverava per il mio look, così come faceva con El Shaarawy e Balotelli. Diceva che gli orecchini erano per le donne. Ma a Milano quello che mi ha insegnato di più è stato Ibrahimovic. Può sembrare una persona orgogliosa e testarda, e forse lo è, ma sicuramente è un vincente e fa di tutto per continuare a vincere. Ma anche Pirlo e Gattuso mi hanno aiutato tanto. Andrea mi stupiva per la calma. Mi ricordo prima di una partita dei quarti di finale di Champions al Camp Nou. Eravamo tutti tesi. Lui invece beveva caffè e chattava. Allora gli chiesi: ‘Non sei in tensione?’ Mi rispose: ‘Perché? E’ una partita di calcio’. Allegri invece è stato l’allenatore migliore che ho avuto, anche se fuori dal campo non parlavamo la stessa lingua. Lui lavorava per vincere, lo rispettavo tanto, e soprattutto mi ha insegnato a difendere.”

Razzismo Boateng è poi tornato su quel famoso episodio di razzismo in cui fu coinvolto. Durante un’amichevole con la Pro Patria, in seguito a ripetuti insulti, lasciò il campo, con la squadra che lo seguì dentro gli spogliatoi. Il Boa ha spiegato: “E’ stato molto emozionante, mentre entravamo negli spogliatoi i miei compagni mi dicevano: ‘Bravo, non è normale quello che è successo, hai fatto bene’. Ci stavano molti bambini allo stadio, penso che se avessi continuato come se nulla fosse sarebbe passato che era normale ricevere insulti razzisti. E ho voluto dimostrare che non era così.” E intanto i rossoneri preparano la gara di stasera..

ilMilanista.it

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