Berlusconi: “Si alla presidenza onoraria, ma solo con potere esecutivo. Si chiuderà il 13 dicembre senza ostacoli”

Berlusconi: “Si alla presidenza onoraria, ma solo con potere esecutivo. Si chiuderà il 13 dicembre senza ostacoli”

Le parole rilasciate dal presidente rossonero

MILANO – Intervenuto al termine della cena all’Hotel Bulgari a Milano, dove si è recato dopo il pareggio nel derby, Silvio Berlusconi si è fermato per parlare con i cronisti presenti. “Abbiamo assicurazioni valide che si chiuderà il 13. Crediamo non ci siano ostacoli nell’ottenimento delle autorizzazioni che servono dallo stato cinese e quindi pensiamo che avverrà nella data prefissata. I cinesi insistono perché io rimanga nel ruolo di presidente onorario. Io ho detto che rimanere presidente in una società di altri non lo potevo tenere in considerazione, mi hanno offerto la presidenza onoraria, senza l’elezione di un presidente esecutivo che sia diverso da me. Penso che potrebbe attuarsi una situazione del genere, ma dovrei avere una possibilità d’intervento sul mercato e anche su questioni di campo. Se questa cosa mi verrà attribuita, proverò ad accettare la presidenza onoraria”.

DERBY E MONTELLA –  “Questo derby si è chiuso con un risultato giusto. Peccato essere stati raggiunti negli ultimi minuti, perché abbiamo sperato di poter essere soli al secondo posto in classifica. Siamo in coabitazione con la Roma. Non abbiamo giocato una brutta partita. Montella? Gli ho fatto i complimenti per il secondo posto, ma abbiamo alcune differenze di vedute sullo schema tattico. Io ho il convincimento che lo schema del Milan che ci ha portato per 30 anni ad essere stati la squadra più titolata del mondo, sia quello con un trequartista e due punte. Io insisto con Montella che lo schema sia questo, ovvero non con due ali di ruolo”.

DONNARUMMA – “E’ un frutto del nostro vivaio, di nostri allenatori veramente capaci. Ha messo su molta massa muscolare e siamo contenti che sia arrivato in nazionale. Dietro di lui, però, c’è anche un altro portiere che i preparatori mi dicono essere altrettanto bravo e questo vuol dire che bisogna credere nel vivaio. Se io non riuscirò a concludere con questi soci cinesi, io avevo in mente il progetto della squadra tutta italiana, di giovani, preferibilmente emersi dal nostro vivaio e i tifosi avrebbero accettato una scelta del genere e avrebbero sostenuto questi ragazzi che sarebbero andati in campo con una fame di gioco e di pallone e di successo che può rendere delle squadre giovani, capaci di superare le avversarie più quotate”.

GALLIANI – “Spero proprio che ci sia spazio per lui. Io cercherò di far accettare questa condizione”.

COREOGRAFIA –  “E’ stata un’emozione molto forte. Mi ha colpito tanto, hanno lavorato quasi 3 mesi e mi hanno toccato il cuore”.

CESSIONE – “Ho accettato questa decisione con molto dolore, perché nel calcio sono entrati i soldi che derivano dal gas, dal petrolio o da situazioni di altri paesi, come Abramovich dalla Russia”.

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