Romagnoli: “Cosa significa essere il Milan? Vincere e convincere!””

Romagnoli: “Cosa significa essere il Milan? Vincere e convincere!””

Il centrale difensivo rossonero intervenuto nella trasmissione “MilanNews” ha rilasciato alcune dichiarazioni sul derby di domenica.

MILANO – Alessio Romagnoli difensore del Milan, intervistato ai microfoni di TMW Radio nella trasmissione MilanNews ha parlato del derby di domenica prossima. Le parole del rossonero:

Cosa significa giocare da Milan: “Vincere e convincere“.

Sul minuto del prossimo gol nel derby: “Zapata aveva segnato al 97′. Non è importante chi segna o il minuto, ma vincere“.

Il miglior ricordo al Milan: “La Supercoppa vinta a Doha e il gol nel derby“.

Sull’allenamento della fase difensiva: “Sicuramente si allena più in Italia che in Spagna. Vanno curati i minimi dettagli”.

E’ scaramantico?: “Beh insomma, è meglio non dirlo. Prima si gioca e poi si parla. E’ una partita che parla da sola. E’ un derby importantissimo per noi e siamo consapevoli di questo“.

Sulla prestazione nel derby: “Spero di ripetere quello che ho fatto l’anno scorso“.

Sul nuovo assetto della difesa del Milan, meglio schieramento a tre o a quattro?: “Anche l’anno scorso quando difendevamo a quattro, in fase di possesso eravamo spesso a tre. Quest’anno siamo fissi a tre in fase di possesso e in quattro o cinque in fase di non possesso

Come marcare Andrè Silva: “Difficile marcare lui, così come Kalinic e Cutrone. Chi è più difficile da marcare? Kalinic e Cutrone non mollano mai. Ad Andrè Silva piace avere la palla tra i piedi e quando la ha ti mette in difficoltà“.

Come ci si prepara al derby? Come si concentra Alessio Romagnoli in vista del derby?: “Ascolto musica, mi rilasso. La preparo come fosse una partita come tutte le altre, anche se non lo è. Sul genere musicale Genere musicale ha aggiunto: “Prima delle partite non ho un genere preciso, cambio spesso. Alcune italiane ed altre straniere”.

Su Bonucci: “L’ho conosciuto già in Nazionale l’anno scorso. Il suo valore è assoluto e tutti lo sanno. Mi ha insegnato molto con gli altri nazionali come giocare a tre. Mi dice di andare avanti, perchè lui si stacca e va in copertura. E’ un grandissimo campione e si può solo imparare da lui“.

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