Niang: “Il Milan deve tornare in Europa. Capitano? Perché no, son qui da quattro anni”

Niang: “Il Milan deve tornare in Europa. Capitano? Perché no, son qui da quattro anni”

M’Baye Niang ha parlato del derby, della squadra e del suo passato da “bad boy”.

MILANO – M’Baye Niang conosce il Derby e sa come lo si decide, la scorsa stagione, infatti, fu lui il protagonista dell’ultimo Milan – Inter, segnando un gol e confezionando un assist al bacio per Carlos Bacca. Niang è cresciuto molto in questa stagione, è diventato un punto fermo nella squadra, le sue accelerazioni sulla fascia destra, la sua capacità di saltare l’uomo anche a fine partita sono decisive nella squadra di Montella. Il classe ’94 è insostituibile nella rosa rossonera, e quando non gioca tutto il Milan ne risente, sono infatti emblematiche le partite contro il Sassuolo e contro il Palermo, dove l’assenza del francese ha limitato notevolmente la spinta offensiva del Milan. Niang è stato intervistato dal Corriere della Sera.

 Il gol nel derby vinto per 3 a 0? “Quel gol  mi ha liberato, ci tenevo a essere decisivo dentro una partita importante, era la serata perfetta, ho lasciato andare tutta l’emozione. Una rete domani potrebbe essere importante per vincere, ma siamo giovani, dobbiamo pensare prima al gruppo che ai singoli. Abbiamo preparato questa gara come sempre. Dobbiamo concentrarci su di noi e avere fame. Non c’è uno che rischia di più, è una partita speciale, bisogna prepararla con serenità”

Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione? Ci siamo resi conto di quello che potevamo fare. Siamo un bel mix, con 26-27 calciatori che possono giocare tutti. Ora non ci dobbiamo montare la testa. Siamo terzi, ma basta che perdiamo una partita e torna tutto come prima”

Cosa ha portato Montella? “Quando si è presentato ci ha detto: ‘Di questa squadra farò un gruppo’. È così. Quando in partita abbiamo un momento difficile è il gruppo che ti fa andare oltre. Però siamo solo all’inizio: arriveranno le difficoltà in stagione e lì dovremo essere più uniti che mai. Nessuno si aspettava fossimo così in alto, ora possiamo fare il nostro campionato dando il meglio. Il Milan deve tornare in Europa”

Da “bad boy” a leader? Bad boy lo dite voi, io sono un ragazzo normale che da giovane ha fatto qualche errore. L’importante è che ho capito di aver sbagliato. Sono anche sfigato perché tutto quello che faccio viene fuori, perciò non farò più niente. Se mi ritengo un leader? So quando c’è bisogno di lanciare una voce, di dare consigli ai più giovani, di essere trascinatore. Io capitano del Milan? Perché no? Sono qui da quattro anni, ho vissuto momenti che mi sono serviti da esperienza, penso di essere importante nello spogliatoio e cerco di esserlo sempre di più”.

IlMIlanista

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