Montella: “I miei ragazzi valgono molto più di quanto loro stessi credano”

Montella: “I miei ragazzi valgono molto più di quanto loro stessi credano”

Il tecnico ha tracciato un bilancio dei suoi primi mesi al timone del gruppo rossonero

MILANO – Intervistato da Il Giornale, Vincenzo Montella ha fatto il punto sull’inizio della sua avventura in rossonero: “Sono soddisfatto. Intendiamoci, c’è ancora tanto da migliorare ma le basi su cui lavorare ci sono, occorre del tempo naturalmente. Io inseguo la perfezione che non esiste nel calcio e per questo, dopo le prime due partite, dico alla squadra che sono contento per il gioco espresso ma bisogna migliorare. Specie nei gol subiti. Nella nostra difesa c’è anche un difetto di comunicazione che non si può addebitare a Gustavo Gomez, arrivato 10 giorni prima”.

Dalle prime due partite ufficiali della stagione ha fatto emergere come il Milan sia anche eccessivamente nervoso, considerando le espulsioni di Paletta, Kucka e Niang: “Lo slovacco si è lasciato tradire da una reazione scomposta, Paletta ha ricevuto la seconda ammonizione nei tempi del recupero, il classe 1994 ha peccato d’ingenuità. La scaltrezza è una qualità di un giocatore: il francese non ripeterà l’errore”. Poi sul rapporto con Silvio Berlusconi: “Il presidente è veramente un appassionato del Milan e del calcio che trasmette fiducia e incoraggiamento in ogni circostanza. L’ho sentito al telefono più di una volta e di recente a Napoli quando eravamo negli spogliatoi, prima della partita”. 

Il discorso si è poi spostato sul mercato. La società non ha soddisfatto le richieste dell’allenatore, ma il tecnico è convinto di poter far bene con il gruppo che ha a disposizione: “Ho letto giudizi ingenerosi e ho deciso di stampare tutti quei 4 e quei 5 ricevuti per affiggerli sui muri di Milanello. Sono convinto che i calciatori del Milan valgono molto più di quanto loro stessi credano. A Roma ho già vissuto la stagione della transizione tra una proprietà e l’altra e quindi conosco bene i tormenti e le difficoltà. Per Galliani, che è al suo trentesimo mercato, perciò uno dei dirigenti più esperti, è stato complicatissimo. Alla fine un regalino è arrivato”.

L’ultimo tassello inerito nella rosa rossonera corrisponde a Mati Fernandez:“Con il cileno ho instaurato un rapporto che non è professionale ma anche umano. Durante la trattativa, è molto probabile che sia stato lui a chiamare me ripetutamente. Terzo punto: alla fine mi ha convinto per il suo entusiasmo e appena si è aperto lo spiraglio ha firmato. Nessun ostruzionismo per il Cagliari, è bene che si sappia. È un centrocampista dinamico, nello stretto, palla al piede, molto abile”.

Battute conclusive su aspetti tecnici e alcuni singoli: “Non sono un talebano del sistema di gioco, credo più nei calciatori che nei moduli e di solito evito cambiamenti per non confondere il gruppo. Per Bacca parlano i numeri e la sua carriera internazionale, Suso non ha dato il meglio e deve rischiare di più, di Donnarumma mi colpisce la serenità con cui vive da 17 anni il ruolo di portiere del Milan e della Nazionale”. Nel frattempo la dirigenza è già al lavoro in vista del mercato di gennaio…

ilmilanista.it

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