LE VOCI – Frey: “Mi rivedo in Donnarumma”

LE VOCI – Frey: “Mi rivedo in Donnarumma”

In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex portiere Sebastian Frey parla del Milan nonostante nel suo passato calcistico abbia vestito la maglia dell’Inter

In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex portiere Sebastian Frey parla del Milan nonostante nel suo passato calcistico abbia vestito la maglia dell’Inter.

IL PRESENTE – “Mi sono ritirato a dicembre, sono sparito un po’ per staccarmi da tutto. Dopo tanti anni di calcio, e specialmente dopo l’ultimo in Turchia, ero mentalmente cotto. Ho capito che nel calcio contano sempre meno i valori umani. Ora penso a ricostruire la mia vita, commento in tv e punto sul settore immobiliare”.

L’EREDE – Il figlio del francese, Daniel Nicolas Frey, milita nel settore giovanile rossonero e l’ex numero 1 della Fiorentina così ne parla: “Non spingerei nessuno, lui a maggior ragione. L’ho sempre protetto, mai una partita o un giornale sportivo in casa, mai. Credo di aver prodotto l’effetto contrario perché Daniel è un innamorato del calcio, ce l’ha nel sangue. Semmai mi sento di dovergli stare ancora più vicino. Prima si giocava per strada con le scarpe rotte, oggi si guarda prima al gel nei capelli e c’è troppa esibizione. Anch’io scatto foto e le posto sui social per condivisione però, non per vanto. Vorrei che Daniel pensasse come prima cosa alla passione, a divertirsi giocando e che non sottovalutasse lo studio, è troppo importante. Io ero matto, compravo venti macchine all’anno, oggi ho altre priorità e mi sono guardato indietro. Mi sono spaccato il ginocchio nel 2006 e se mi fosse successo prima, senza mezzo diploma in tasca, cosa avrei combinato nella vita?”

DONNARUMMA – “Ha solo tre anni più di mio figlio, per questo credo che siano fondamentali le persone che gli sono vicino. È nella fase più delicata. Sento come ne parlano, gli elogi, le cifre folli che i grandi club spenderebbero per lui. Erano molte delle cose che dicevano di me, mi rivedo in lui anche per l’incoscienza, sì. Ha fisico, tecnica e carattere, ma ora va soprattutto protetto. Non vorrei che un potenziale enorme come il suo fosse disturbato. Deve invece pensare a stare sempre sul pezzo. A Genova giocavo con il fratello Antonio e durante qualche vacanza venne anche lui ad allenarsi con noi. Notai la struttura pazzesca, ma devo dire che ora ha sorpreso in positivo anche me“.

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