Lapadula:” In Serie A tardi? Prima non ero pronto”

Lapadula:” In Serie A tardi? Prima non ero pronto”

L’attaccante rossonero ha parlato del suo esordio a San Siro dal primo minuto e del suo passato

MILANO – In casa Milan tutte le attenzioni sono puntate su di lui, su Gianluca Lapadula, sull’attaccante venuto dal basso, sull’attaccante che ha rabbia e voglia. Il numero 9 rossonero contro il Crotone ha definitivamente ribaltato le gerarchie in attacco, strappando la maglia da titolare a Carlos Bacca. Lapadula è stato ospite nella puntata di ieri sera di Tiki Taka, queste le sue parole.

IN SERIE A A 26 ANNI: “Si vede che non ero ancora pronto. A Parma non mi hanno mai fatto esordire: ho fatto un ritiro invernale con Guidolin, ma niente di più, poi sempre prestiti”.
IL SOPRANNOME SIR WALLACE “Quando avevo tredici anni rividi il film centinaia di volte, non so come mai mi è rimasto dentro”.

IL RAPPORTO CON IL PUBBLICO: “L’esordio col Milan è stato adrenalina pura, non vedevo l’ora di entrare. Il boato del pubblico è stato molto bello”.
PER LA GRINTA IL PARAGONE CADE SU GATTUSO: “Ho fatto anche il mediano in carriera in effetti”.

LA DISCUSSIONE CON NIANG PER IL RIGORE:  “L’anno scorso sui 30 gol non ho mai chiesto di calciare un rigore. Però ieri avevo tanta voglia di fare gol in quello stadio per tanti motivi. Chiedo scusa a M’Baye perché poi è stato anche fischiato, il rigorista è lui”.

IN COLPA PER L’ERRORE DI NIANG:  “Sicuramente gli ho messo più pressione e non era mia intenzione”.

LE PAROLE DI LULIC: “Io credo che a caldo non si debba mai parlare perché si possono dire cose che non si pensano. Rimangono delle brutte parole, almeno Lulic è tornato su quelle dichiarazioni”.

IL MANCATO APPRODO AL SASSUOLO: “Dovevo andare da qualche parte. Il Napoli? Sì. È stata una scelta fatta in poche ore quella del Milan, l’ho voluto fortemente e ne sono contento”.

LA TRAGEDIA DELLA CHAPECOENSE? “Sì, ci si immedesima e ci tenevo tanto a dedicare il gol alla squadra. Io poi sono di Torino e ho rivisto un po’ la tragedia di Superga”.

RAPPORTO CON BACCA: “Buono, anche con Luiz Adriano: c’è competitività ma c’è rispetto, si ride e si scherza”.

NON VOLEVI IL 9? “No, io volevo un altro numero. Il 10, però era occupato”.

NON SEI SCARAMANTICO? “No, anzi a me aveva portato male il numero 9 a Cesena. Però non mi ha preoccupato: ho preso questo numero, speriamo di continuare così”.

SU MONTELLA: “Di questi tempi non è facile allenare il Milan. Lui ha dato subito un’impronta al gruppo, unito e coeso. Poi ha dato un’identità di gioco che si sta vedendo”.

HAI IMPARATO IL CINESE? “Non so nulla”.

BERLUSCONI SI FA VEDERE? “Prima del derby è venuto a trovarci nello spogliatoio e ci ha caricato. Poi era un po’ deluso però ci ha sostenuto”.

SUL DUALISMO MANDUZIKC E HIGUAIN: “A me piacciono entrambi. Higuain partecipa di più alla costruzione del gioco e Mandzukic è più un bomber classico. Però mi piaccono entrambi”.

CON CHI VORRESTI GIOCARE? “Con entrambi. Dovessi scegliere, però, direi Higuain”.

COME VEDI L’INTER? “Noi guardiamo in casa nostra. L’Inter mi è piaciuta nel derby, ha grandi valori e alla lunga verrà fuori”.

MILAN ANTI-JUVE: “Io ho sempre affrontato i campionati guardando partita per partita. Faremo così anche quest’anno e poi vedremo. Poi c’è la finale, non ci pensiamo ancora, però ci si sta avvicinando”.

COSA RUBERESTI A ICARDI? “I movimenti. Si muove molto bene, attacca bene la profondità”.

QUANTI GOL PER ESSERE FELICE: “Penso prima alla prestazione che ai gol, ho sempre fatto così”.

IlMIlanista.it

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