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Condò: “Il recupero di Victor è la variabile più importante dei quarti”

In un editoriale sulle colonne di Repubblica, il giornalista Paolo Condò ha presentato l’andata dei quarti di finale di UEFA Champions League: Benfica-Inter e Milan-Napoli.

“Ripetiamo da agosto che l’inedita pausa mondiale d’autunno influenzerà la stagione, ma senza sapere esattamente come. La ripresa di gennaio ha cominciato a fornire risposte: il Psg, protagonista in Qatar con la finale illuminata da Messi e Mbappé, non solo ha nuovamente fallito l’assalto alla Champions ma sta rischiando perfino in Ligue 1. Le novità della stagione, il Napoli e l’Arsenal, hanno dato al Mondiale un contributo modesto. Delle otto qualificate ai quarti di Champions, una — il Chelsea — sa di potervi tornare solo vincendola mentre altre due, Inter e Milan, alternano alla brillantezza e alla tigna europea percorsi interni deludenti. In più sono arrivati due esoneri del tutto irrituali: il Bayern ha cacciato Nagelsmann e il Chelsea si è liberato di Potter”.

Condò su Benfica-Inter
“Attorno all’Inter s’è ormai creata la narrazione dell’adrenalina da “dentro o fuori” come unico propellente, e in effetti il gruppo di Inzaghi ricorda quei plotoni condannati a guardare sempre avanti, perché dando fuoco ai ponti attraversati si sono vietati ogni ritirata. L’Inter di campionato è quinta e tende al peggio (4 punti nelle ultime 6 gare). L’Inter di Champions si è lasciata dietro il Barcellona e il Porto. Non c’è coerenza, e giunti ad aprile è inutile cercarla: si procede in rotta di collisione col Benfica. Prodigio che dopo aver incassato follie in estate con Nuñez e in gennaio con Fernandez propone al mercato — suo sbocco tradizionale — il centravanti Gonçalo Ramos (21 anni, 25 gol, un caterpillar che al Mondiale ha tolto il posto a Ronaldo). Che il Benfica giochi meglio dell’Inter è un’ovvietà, ma stasera ha mezza difesa fuori e la sua vita non finisce con la Champions. Chissà se la cosa lo avvantaggia”.

Condò su Milan-Napoli
“L’ultimo derby italiano in Champions è datato 2005, quarto di finale in cui il Milan travolse l’Inter (5-0 complessivo). Due anni dopo l’edizione in cui sempre il Milan fece fuori l’Inter in semifinale e la Juve in finale. Sono tempi lontani che Spalletti ha evocato per negare il proprio status di favorito. Per riaprire il pronostico ha fatto di più lo 0-4 del Milan al Maradona in campionato. Delle magnifiche otto il Napoli è quella che ha giocato di meno (38 gare, il Milan una in più) ma il suo ruolino di marcia. 31 vittorie, 4 pari, 3 sconfitte — è inferiore soltanto a quello del Benfica (media punti 2.58 contro il 2.55 partenopeo). Il Napoli ha anche il terzo attacco (Bayern 2.95 gol a partita, City 2.60, Napoli 2.44). Mentre il Milan con 1.56 ha fatto meglio del solo Chelsea. Ma sono innanzitutto i 25 gol di Osimhen ad avvalorare la candidatura europea di Spalletti: 25 come Benzema e come Ramos, i tre migliori dietro Haaland. Il suo recupero è la variabile più importante dei quarti”.

Redazione Il Milanista

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