Ramos punta in alto: “Sogno qualcosa di magico con questa squadra”
Il nuovo centravanti del Milan, Gonçalo Ramos, ha grandi ambizioni per la sua avventura in rossonero. Intervistato da DAZN, l’attaccante portoghese ha parlato degli obiettivi della squadra, della pressione legata al suo costo e del desiderio di vincere.
Ramos e il sogno Scudetto
Il messaggio dell’attaccante è chiaro: al primo posto ci sono i risultati della squadra. “Per me sarebbe una stagione positiva se dovessimo vincere lo Scudetto. Mi piacciono i momenti di pressione. Il mio sogno è di fare qualcosa di magico con questa squadra”.
Ramos ha poi aggiunto: “Tutti quelli che arrivano qui vogliono fare la storia. Il Milan già di suo è la storia. Vogliamo vincere altri trofei”.
E ancora sul campionato: “Non mi interessano i gol, per me sarebbe una stagione positiva se dovessimo vincere lo Scudetto. Se segno 100 gol arrivando al settimo posto non avrebbe importanza”.
“I 70 milioni? Penso alla fiducia del Milan”
Ramos ha parlato anche della cifra investita dal club per portarlo in rossonero: “Non penso a quanto sono stato pagato, ma alla fiducia del club. È un buon segno che sono stato pagato molto, vuol dire che hanno fiducia. Devo dimostrare il mio valore, è una motivazione in più. Tutti sentono la pressione, a me piacciono quei momenti. La pressione arriva nelle partite importanti e a me piace”.
Sul suo ruolo da attaccante ha invece spiegato: “Il mio lavoro è segnare. Cerco di fare tutto nel modo giusto per segnare e nessuno vuole sbagliare. Se pensi ogni volta a quando hai sbagliato non puoi aiutare la squadra e segnare il prossimo gol”.
Il rapporto con i tifosi e il numero 9
Il portoghese ha raccontato anche le emozioni vissute davanti al pubblico rossonero: “È bellissimo segnare a casa, sentire i tifosi e la magia dello stadio. È bello anche fare vedere come lavoro e come segno i gol”.
Un legame con il Milan che nasce anche in famiglia: “Mio padre è cresciuto guardando il Milan vincere tutto, il suo sogno era vedermi giocare con il Milan un giorno. Mi ricordo che mi parlava dei rossoneri”.
Infine, sulla cosiddetta maledizione del numero 9: “Non ci penso. C’è stato Giroud, per lui non era maledetta. Non è un problema, è un onore indossare questo numero. Spero di segnare tanti gol”.
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