Milan, torna d’attualità Rangnick: può diventare il nuovo DS
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Vicino, anzi vicinissimo, in passato al Milan, Ralf Rangnick è un nome che sta tornando prepotentemente d’attualità per quanto riguarda i rossoneri, stavolta non come possibile allenatore ma come direttore sportivo o direttore tecnico. Secondo quanto riportato dal giornalista Luca Bianchin della Gazzetta dello Sport, Rangnick sarebbe appunto uno dei favoriti in questo momento per un ruolo nell’area tecnica. Tanto che il duo che sta rifondando il Milan, Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, avrebbe avuto da poco un incontro con lui a Vienna. Non si sa ancora quale sia stato l’esito ma, di fatto, è un nome che in questo momento possiamo definire forte.
In passato era stato molto vicino al Milan per il ruolo di allenatore, nel 2020, ma poi non se ne fece nulla perché il club decise di confermare Stefano Pioli e possiamo dire che, in quel caso, la scelta fu corretta.
Rangnick e Iraola per un Milan più europeo
In questo momento dunque, stando ai primi incontri avvenuti, Rangnick è il nome per l’area tecnica e Andoni Iraola quello per il ruolo di allenatore. La linea di questi giorni, subito dopo la tabula rasa, sembra essere questa. Due nomi che vanno verso una direzione ben precisa e totalmente diversa da quella intrapresa con Allegri e Tare quest’anno. Si va verso la costruzione di una squadra aderente al modello europeo di ultima generazione, con una tipologia di calcio propositiva e moderna. La direzione che si vuole intraprendere è questa.Tornando a Rangnick, sappiamo che anche sotto il punto di vista del mercato è una figura esperta e preparata: anche quando ha fatto l’allenatore ha sempre curato il mercato e ha una grande conoscenza del calcio europeo, in particolare quello tedesco e del Nord Europa. Inoltre è anche un grandissimo scopritore di talenti, come ha dimostrato ai tempi del Lipsia.
In attesa di capire se saranno veramente queste le figure di riferimento scelte per il nuovo Milan, ci si augura che con il nuovo corso si vada verso una maggiore coesione e unità d’intenti tra tutte le parti, cosa che in questi ultimi anni è spesso mancata e che ha causato tanti, troppi problemi, riflessi poi anche sul campo. Scegliere un DS come Rangnick e soprattutto un allenatore come Iraola significa anche, come società, dargli supporto e massimo sostegno e non abbandonarli alla prima difficoltà.
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