Milan, rinnovi congelati: ecco perché sono tutti in stand-by
Non c’è solo da capire se il Milan giocherà la Champions League oppure no. Dietro allo stand-by che si è creato sul fronte rinnovi di alcuni giocatori rossoneri ci sono tante altre questioni.
Dopo una prima parte di stagione soddisfacente, il tema rinnovi era avanzato spedito in casa Milan. Prima il rinnovo di Saelemaekers fino al 2031, firmato a dicembre. Poi è stata risolta la spinosissima questione relativa a Maignan, che ha rinnovato a fine gennaio anche lui fino al 2031.
Milan
Di pari passo con i buoni risultati sportivi, c’erano anche altri giocatori per cui i dialoghi procedevano molto velocemente, soprattutto per quelli in scadenza a giugno 2027. Stiamo parlando principalmente di Tomori, Pulisic e Loftus-Cheek. Tutti e tre nella stessa situazione e tutti e tre, al momento, con un rinnovo congelato e di conseguenza tanta incertezza sul loro futuro. A questi si aggiunge anche Rafael Leao, che però è in scadenza nel 2028. Anche per lui si era parlato di rinnovo, ma pure nel suo caso è tutto assolutamente fermo.
Milan, il nodo resta il futuro di società e allenatore
Il problema in questo momento, in casa Milan, è che da quando i risultati sul campo sono calati è iniziata a crescere una forte incertezza sul futuro, sia della dirigenza sia della guida tecnica. Sono aumentati i contrasti interni e le differenze di vedute, vedi il caso Allegri-Ibrahimovic di cui si è parlato in questi giorni.Senza sapere chi sarà al timone, come si fa a firmare un rinnovo? E come fa un procuratore a trattare con un dirigente senza sapere nemmeno se resterà l’anno prossimo? Questa, ad oggi, è la questione principale, alla quale si aggiungono poi le situazioni individuali dei singoli giocatori.
Nel caso di Tomori, ad esempio, il rinnovo sembrava quasi fatto. Attualmente percepisce circa 3,5-4 milioni netti a stagione e la sensazione è che, una volta rimesso ordine in società, si possa procedere, magari provando ad abbassare leggermente l'ingaggio.
Discorso un po’ diverso invece per Loftus-Cheek che, a differenza di Tomori, non è stato così centrale quest'anno, complici anche le solite noie fisiche che si porta dietro praticamente ogni anno. Il suo rinnovo oggi non è più così scontato come sembrava qualche mese fa. Anche lui ha un ingaggio pesante, intorno ai 4 milioni, e la sua situazione resta parecchio incerta.
Parlando infine di Pulisic e Leao si apre un capitolo a parte. Sulla carta sono i due top player del Milan, ma quest’anno, con l’utilizzo del 3-5-2, non sono stati valorizzati al meglio. Complici anche alcuni problemi fisici, la loro stagione è stata decisamente più negativa che positiva. Entrambi avevano iniziato bene, poi però si sono persi completamente. E si vede abbastanza chiaramente che non sono giocatori adatti ad essere adattati come punte.
Nel loro caso bisognerà prima capire quale sarà il progetto tecnico: chi sarà l’allenatore, come vorrà giocare la squadra e così via. Il Milan non può permettersi di rinnovarli per poi continuare a svalutarli. Sono giocatori di un livello tale da dover essere messi nelle condizioni ideali per rendere al 100% perché possono fare la differenza.
In più, nel loro caso, la Champions League peserebbe e anche parecchio. Parliamo comunque di profili con un ottimo mercato internazionale e restare fuori dalla Champions per due anni consecutivi potrebbe incidere molto anche sulla loro convinzione di restare in rossonero.
Al momento è tutto fermo, ma a fine stagione, dopo aver chiarito la questione dirigenza e allenatore, uno dei primi temi da affrontare sarà proprio quello relativo alla permanenza o meno di questi big al Milan.
© RIPRODUZIONE RISERVATA