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Pavlovic: “Allegri sa come si crea un gruppo, spero di restare tanti anni al Milan”

Riccardo Focolari
Strahinja Pavlovic parla del big match tra Milan e Juve, del rapporto con Vlahovic e della sua crescita in stagione sotto la guida di Allegri

Recentemente intervistato dal quotidiano Tuttosport, il centrale rossonero Strahinja Pavlovic è entrato nel merito della prossima gara in cui saranno impegnati i rossoneri, ovvero il big match tra Milan e Juve. Il difensore serbo ha parlato anche del connazionale Dusan Vlahovic, spesso accostato al Milan in chiave mercato. Infine Pavlovic ha analizzato la propria crescita personale sotto la guida di mister Massimiliano Allegri, con qualche accenno anche alla lotta Champions e al futuro. Ecco un estratto delle sue parole.

Le parole di Pavlovic

Su Milan-Juve, derby in vista col connazionale Vlahovic:“Noi due ci sentiamo sempre... Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto”.

Sul fatto che Vlahovic sia in scadenza, se farebbe comodo al Milan:“Questa non è una domanda per me... Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo”.

Sui diversi gol segnati, se sia il caso cambiare ruolo…“Pensi che da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti ma pure come numero dieci e questo mi aiuta nel muovermi in area di rigore... Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile”.

Su come sia finito a giocare come difensore centrale:“Prima mi hanno retrocesso a terzino, quindi centrale. All’inizio l’ho presa male, poi ho capito che era la mia strada”.

Sempre sui gol segnati, il più bello:“Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata”.

Se la crescita tattica è merito anche di mister Allegri:“A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike che mi urla sempre ‘Pavlo basta, stai dietro’”.

Se Allegri lo ha aiutato a migliorare anche la fase difensiva:“Nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele”.

Il rapporto con Allegri:“A me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ a tutti, si vede che conosce come si costruisce un gruppo”.

Se è importante la permanenza di Allegri per continuare il percorso di crescita:“Sì, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare,

Tornando a Milan-Juve, se i bianconeri così in forma fanno un po’ paura:“Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro. Sappiamo cosa dobbiamo fare per affrontarli, vediamo cosa accadrà”.

Sul perché la squadra quest’anno abbia funzionato bene contro le big e a volte meno contro le piccole:“Credo sia stato un problema di mentalità. Questo era soltanto il primo anno di Allegri e ci serve ancora del tempo per crescere. Però le basi ci sono, visto che in questo Milan ci sono tanti buoni giocatori di qualità”.

Su quanto sia importante tornare a giocare la Champions:“È la competizione che tutti vogliono giocare, ma mancano ancora cinque partite e dobbiamo ancora lottare fino alla fine per arrivarci”.

Se al Milan ha trovato la sua casa:“Sì, mi piace Milano, la gente, i tifosi, la moda e pure il cibo, naturalmente. E spero di restare tanti anni al Milan”.