Milan, permanenza possibile per Leao: ma serve un progetto che lo valorizzi
In questi giorni si è discusso molto in merito al futuro di Rafael Leao al Milan, soprattutto in seguito ai fischi che il portoghese ha ricevuto nella gara di due settimane fa contro l’Udinese a San Siro. In molti avevano ipotizzato che il futuro di Leao in rossonero fosse ormai al capolinea.
La realtà però è ben diversa: in questo momento nessuno sta mettendo Leao alla porta, né la dirigenza ha in mente di cederlo a tutti i costi. In base alla politica che il Milan ha dimostrato di avere negli ultimi anni, è lecito pensare che di fronte a un’offerta importante possa essere ceduto, ma questo vale per tutti, non solo per il numero 10.
È vero che la sua stagione fin qui non è stata delle migliori. Tante difficoltà, a partire da agosto con l’infortunio al polpaccio. Poi, al rientro, la noia della pubalgia che andava e veniva e che ne ha limitato alcune caratteristiche peculiari come lo scatto. E poi forse quello che è stato l’ostacolo più grande: giocare in un ruolo non suo, quello di centravanti. Leao ha fatto del suo meglio, ma si vede che non è a suo agio come sull’esterno. Nonostante ciò, è attualmente il miglior marcatore stagionale del Milan in campionato con 9 reti e non è che la colpa di alcuni insuccessi sia solo la sua.
In Italia c’è spesso la tendenza a parlarne sia in positivo quando se lo merita, sia soprattutto in negativo anche quando non lo merita. Diciamo che da quando è arrivato al Milan ha spesso abituato bene, tanto che per molti è diventato quasi inaccettabile quando non rende al meglio. Ormai ci sarà abituato anche lui, che convive quotidianamente con aspettative altissime e critiche feroci.
Leao, il futuro è legato al progetto
Secondo la nostra analisi su Leao in base alla stagione in corso, in ottica futura è probabilmente giusto puntare ancora sul portoghese, ma serve una programmazione di un certo tipo. Se Allegri e la dirigenza vorranno costruire anche per la prossima stagione una squadra improntata sul 3-5-2, allora potrebbe avere senso valutare una sua cessione al miglior offerente per rinforzare la rosa con giocatori funzionali a quel sistema di gioco. Tenerlo senza sfruttarlo al massimo delle sue possibilità, avrebbe infatti poco senso.L’altro lato della medaglia è che Leao è il giocatore più importante della rosa del Milan, il più pagato, quello con la valutazione più alta, il numero 10. E per cercare di migliorare la squadra, che è l’obiettivo del club, non si possono iniziare a vendere i migliori. Vendere i migliori rende sempre difficile progredire, perché poi non è semplice sostituirli.
Leao ha dimostrato di poter essere decisivo sia in ottica Scudetto, che ha già vinto da protagonista), sia in Champions League, basta guardare alle partite di due o tre anni fa in cui ha messo in difficoltà squadre del calibro del Real Madrid o del PSG. Ma tenere Leao, come detto, significa anche accettare qualche prestazione deludente e molte chiacchiere sul suo conto. Cose sicuramente tollerabili, ma va messo nelle migliori condizioni per esprimersi, quindi con un sistema che lo valorizzi, idealmente un 4-3-3 con il portoghese schierato ala sinistra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA