Milan, il crollo nel girone di ritorno: numeri da metà classifica
La sconfitta contro il Sassuolo è stata solo la punta dell’iceberg per il Milan. I problemi, infatti, non sono certo iniziati con la partita di Reggio Emilia. I dati parlano chiaro ed è innegabile che il girone di ritorno dei rossoneri sia stato fin qui non all'altezza, quantomeno per un grande club come quello milanista.
Un girone di ritorno da incubo
Analizzando i risultati ottenuti a partire dall’inizio del ritorno (giornata 20), possiamo notare come il Milan abbia raccolto solo 25 punti. Se contasse solo il girone di ritorno, il Milan sarebbe nono in classifica, surclassato dall’Inter con uno scarto di 12 punti e sotto a tutte le altre squadre coinvolte nella lotta alla Champions. Il Napoli ne ha fatti 6 in più, Juve e Como 4 e infine Roma 3.Per questo motivo tutto il vantaggio accumulato in un ottimo girone d’andata si sta sgretolando piano piano e ora i 3 punti in più sulla Roma, con 3 giornate dalla fine, non possono lasciare tranquilla la squadra di Allegri, soprattutto alla luce delle recenti prestazioni.
I problemi nel girone di ritorno sono legati inevitabilmente a quelli dell’attacco. A parte rarissime occasioni, il Milan è stato poco convincente: anche alcune vittorie sono arrivate dopo prestazioni non brillanti e alla lunga i nodi sono venuti al pettine. I problemi nella manovra, nel movimento senza palla e più in generale nella costruzione delle occasioni offensive sono evidenti e si traducono in numeri da squadra di metà classifica.
Sono 16 i gol segnati nel girone di ritorno, con solo sette squadre che hanno fatto peggio, tra cui squadre in zona retrocessione. Su 16 partite disputate, in 6 occasioni il Milan non ha trovato la rete: troppo per una squadra che ambisce alle prime posizioni.
Attacco in crisi: i numeri degli attaccanti
A ciò si aggiunge il momento individuale degli attaccanti rossoneri. Ce ne sono cinque in rosa e il gol di uno di loro non arriva da marzo, precisamente dal primo marzo, quando Leao ha segnato contro la Cremonese. Leao, che è il miglior marcatore rossonero in campionato con 9 reti, sta vivendo una stagione complicata, anche a causa di problemi di pubalgia e all'adattamento in un ruolo non proprio suo.Poi c’è Pulisic, che non segna dal 28 dicembre e la cui vena realizzativa sembra essersi spenta dopo un’ottima partenza da 8 gol. Nkunku, acquisto più costoso del mercato rossonero (42 milioni), non essendo una prima punta pura ha dovuto adattarsi al 3-5-2: nel complesso anche lui ha deluso, nonostante qualche lampo e 5 gol segnati.
C’è poi Fullkrug, fermo a quota 1, arrivato a gennaio per colmare la lacuna del centravanti: verso fine carriera e probabilmente non all’altezza del Milan e a fine stagione sicuramente non verrà confermato. Infine Gimenez, anche lui un caso sfortunato: l’infortunio che lo ha tenuto fuori sei mesi lo ha penalizzato, ma nelle occasioni avute non è riuscito a incidere, 0 gol in Serie A e una sola rete in Coppa Italia. Troppo poco per un giocatore arrivato con grandi aspettative nel gennaio 2025 e che resta ancora un oggetto misterioso, con tanto potenziale inespresso.
Il reparto offensivo del Milan sarà probabilmente rivoluzionato in estate, ma per farlo nel modo migliore serve centrare la Champions, senza la quale si rischia l’ennesimo anno zero.
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