Leao e Allegri.
Il Milan ha bisogno di tornare in Champions League. E quando si dice bisogno, si parla proprio di necessità economica, non di orgoglio. I soldi che arrivano dalla competizione servono eccome, sia per il mercato estivo che per i rinnovi di contratto. Due fronti su cui il club rossonero dovrà lavorare parecchio nei prossimi mesi.
Sul fronte rinnovi, intanto, qualcosa si è già mosso. Maignan ha rinnovato. Era la pratica più urgente da chiudere, il portiere francese era in scadenza il 30 giugno e lasciarlo andare via gratis non era un’opzione che il Milan voleva nemmeno prendere in considerazione. Fatto questo, il club si è preso un bel respiro. Restano però aperti i discorsi per Tomori, Loftus-Cheek, Leão, Pulisic e Bartesaghi. Cinque giocatori, cinque situazioni diverse. La cosa interessante è che in via Aldo Rossi non sembrano perderci il sonno. Il motivo è semplice: filtra che tutti e cinque vogliano restare al Milan, che non ci siano tensioni, che nessuno stia già guardando altrove. Per questo si è deciso di rimandare tutto a primavera inoltrata, senza accelerare i tempi.
Ora, questa strategia ha una logica. Se i giocatori sono tranquilli e vogliono restare, non c’è bisogno di correre. Ma tiene solo se nel frattempo la squadra si qualifica in Champions. Perché è lì che cambia tutto: cambiano i soldi disponibili, cambia quanto puoi mettere sul tavolo quando tratti un rinnovo, cambia il peso specifico del club in una negoziazione. Leão per esempio. Non è un giocatore che si rinnova con poco. Ha richieste economiche importanti, ha un entourage che sa fare il proprio mestiere, e il Milan senza Champions avrebbe oggettivamente meno potere contrattuale. Stesso discorso per Pulisic, che ha fatto una stagione sopra le aspettative e di offerte, se dovesse essere disponibile, ne riceverebbe. Quindi sì, il Milan aspetta la primavera. Ma intanto spera che la classifica regga, perché da quella dipende tutto il resto. Il mercato, i rinnovi, il progetto. Sono tutti fili che portano allo stesso posto: un posto tra le prime quattro.
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