Milan, Cafu è fiducioso: “Il ritiro può compattare il gruppo”
Recentemente intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex terzino rossonero Cafu ha commentato il momento attuale del Milan, parecchio negativo, soffermandosi anche sulla decisione di andare in ritiro in vista delle ultime due gare chiave di campionato. Ecco un estratto della sua intervista, nella quale ha risposto anche ad alcune domande sui singoli.
Le parole di Cafu
Sul momento di difficoltà del Milan:“Quale squadra nell’arco di una stagione non attraversa un momento di difficoltà? Il problema del Milan è che sia arrivato proprio nel rush finale del campionato e quindi lo si nota di più. Credo sia un calo fisiologico. La sfortuna è che nell’ultimo periodo gli errori dei singoli non si sono concentrati in una sola partita, ma sono stati spalmati su più gare. Il concetto è semplice: meglio perdere una volta per undici errori dei calciatori, che undici incontri per l’errore di un solo giocatore”.Sulla crisi di Pulisic e Leao nel girone di ritorno:“Un mistero, ma come nel calcio ne capitano spesso. Vi ricordate Dovbyk? Arrivò alla Roma da capocannoniere della Liga col Girona, segnò pure in giallorosso prima di entrare in crisi... Non è che possa essere diventato un incapace all’improvviso. Lo stesso discorso vale oggi per Leao e Pulisic”.
Sulla decisione di andare in ritiro:“Non nego che a volte venga percepito dai calciatori come una punizione, ma quando è prolungato e condiviso aiuta davvero a compattare il gruppo”.
Sulla contestazione dei tifosi:“Partiamo dal principio che contestare è un diritto sacrosanto dei tifosi, almeno finché la protesta resta nei confini della civiltà. Tifoserie come quella giallorossa o dello stesso Milan sono molto calde, ma bisogna anche ricordarsi che nessun tifoso vuole il male della propria squadra, per cui i fischi o i cori vanno intesi solo come un modo per spronare l’ambiente”.
Su mister Allegri:“Io non penso che il tecnico possa essere giudicato solo da come andranno le prossime due partite. La stagione va analizzata nel suo complesso e se torniamo solo a tre o quattro settimane fa nessuno avrebbe mai messo in discussione Max. Da come la vedo io, poi, il livello delle pretendenti a un posto in Champions si è alzato, perciò non è un traguardo così scontato…”.
Sul buon momento di Nkunku:“Per come l’ho visto io, è in grande forma e ha tutte le qualità per prendersi la squadra sulle spalle”.
Su Modric che vorrebbe giocare nonostante la frattura allo zigomo:“Un atleta che è disposto a tutto per aiutare la squadra è un esempio anche per gli altri. Se poi è un campione, allora è proprio un leader assoluto. Sa cosa penso? Se mi dà la disponibilità, io Modric lo farei giocare anche bendato”.
Sul fatto che capitan Maignan non sia intervenuto davanti alle telecamere:“Non scordiamoci che il capitano parla pubblicamente solo se autorizzato dalla società… Diverso è il discorso interno. Io sono sicuro, per esempio, che Maignan sia il tipo che nel chiuso dello spogliatoio sa farsi sentire bene”.
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