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Disastro Loftus-Cheek: come sostituirlo? Le opzioni

La serata contro il Parma era già andata storta ben prima dell’episodio che ha coinvolto Loftus-Cheek. Ma l’uscita del portiere dei Crociati che ha causato al centrocampista inglese la frattura dei denti superiori e dell’osso alveolare mascellare ha trasformato una sconfitta in una vera e propria notte da dimenticare. Operato il giorno successivo, Ruben ha voluto tranquillizzare tutti attraverso i social, e i pericoli più seri sembrano scongiurati. Resta però l’entità del problema: almeno due mesi fuori. E adesso il Milan deve fare i conti con la sua assenza.

Prima di parlare di tattica e sostituti, vale la pena ricordare che tipo di giocatore è Loftus-Cheek per questo Milan — e soprattutto per Allegri. Già nelle prime conferenze stampa della stagione il tecnico livornese aveva speso parole importanti su di lui: un centrocampista fisicamente dominante, abile negli inserimenti, con il potenziale per essere un fattore decisivo in zona gol. Il suo tallone d’Achille, come spesso accaduto in carriera, è stata la continuità fisica — troppo spesso l’inglese non è riuscito a esprimere per intero la propria predominanza atletica sul campo. Eppure Allegri non ha mai smesso di crederci, schierandolo da esterno di centrocampo, mezz’ala, seconda punta, usandolo come jolly a seconda del momento. I gol sono stati tre, troppo pochi rispetto alle aspettative iniziali, tanto che il mister lo ha stuzzicato pubblicamente più di una volta. Prima del derby con il Torino disse che Ruben doveva convincersi ancora di più delle qualità che aveva. Prima di Milan-Parma aggiunse che avrebbe già potuto averne segnati sette o otto. Parole che suonano ancora più amare adesso.

Proprio nelle ultime settimane Allegri gli stava dando continuità — tre volte titolare nelle ultime quattro partite — e i segnali erano incoraggianti. Uno stop di due mesi arriva quindi nel momento peggiore. Le alternative in mediana, per fortuna, non mancano: Fofana resta il titolare designato, ma Ricci sta crescendo di importanza nelle rotazioni, e Jashari — subentrato domenica scorsa — è stato tra i migliori in campo. In quella zona di campo il Milan può cavarsela.

Più complicata la situazione in attacco, dove la coperta è notoriamente più corta. Pulisic, Leao e Fullkrug continuano ad avere i loro acciacchi, e la profondità non è abbondante. Il nome più in forma al momento sembra essere Nkunku, che dopo un avvio difficile si è reso sempre più utile. E poi c’è Santi Gimenez, ancora un’incognita dopo la lunga assenza, ma sempre più vicino al rientro. Il Milan aspetta anche lui.

Redazione Il Milanista

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