Il commento di Paolo Condò sul Milan
Sulle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò ha espresso la sua opinione sul momento del Milan
"Le stagioni del Milan sotto la gestione RedBird finiscono sempre nella stessa maniera, con gli spalti che si svuotano durante la partita, il malcontento che si estende dalla dirigenza ai giocatori, e le frenetiche riflessioni su quale asset vendere (utilizzando anche noi il linguaggio finanziario) per divertirsi la prossima estate con il mercato dei calciatori. Il Milan! Per favore, tutto può cambiare e non sempre si evolve; tuttavia, il Milan che ci ha accompagnato per tutta la vita, sia che lo si sostenga, lo si critichi o lo si osservi da spettatore, era profondamente diverso da quello attuale, ed è normale provare nostalgia"."Anche dopo la sconfitta di ieri contro l’Atalanta, che è stata splendida fino all’80’, Allegri ha ancora una possibilità remota di qualificazione per la Champions, legata al vantaggio negli scontri diretti con la Roma: se il Milan riesce a vincere le ultime due partite, contro il Genoa in trasferta e il Cagliari in casa, si qualifica. La speranza rimanente si basa sugli ultimi dieci minuti di ieri, durante i quali la squadra ha finalmente reagito a un destino che sembrava inevitabile, e con determinazione e corsa ha quasi realizzato una clamorosa rimonta. Resta il fatto che fino a quel momento era sembrata in difficoltà, e ha perso cinque delle ultime otto gare. Un vero incubo".
Condò chiude
"Come spesso accade quando le forze stanno diminuendo e il peso di un’intera stagione si fa sentire, l’elemento chiave diventa il centravanti, e questo rappresenta ancora una mancanza enorme per il Milan. In altri posti le cose funzionano diversamente. Lecce-Juve 0-1: Vlahovic. Verona-Como 0-1: Douvikas. Parma-Roma 2-3: doppietta di Malen".Milan-Atalanta (2-3): la sintesi
I fischi implacabili di San Siro testimoniano una situazione in casa Milan che ha superato ogni limite. Contro l'Atalanta, i rossoneri subiscono l'ennesima sconfitta, riuscendo a ridurre un umiliante 0-3 a un meno severo 2-3 nei minuti finali. Un risveglio tardivo, in una serata segnata dalla protesta dei tifosi nei confronti della proprietà e della dirigenza (soprattutto dell'ad Giorgio Furlani), dal vuoto della curva dopo il terzo gol degli ospiti e infine da cori per Paolo Maldini, simbolo della squadra e tra i protagonisti dell'ultima grande stagione del Diavolo, che coincise con la vittoria del campionato 2021/22. La performance contro gli orobici è dolorosa per chi era abituato a un altro Milan. I colori sono poco più che un ricordo, visto l’uso dell'ennesima maglia di riserva (quella gialla di stasera) scelta per ragioni di marketing. Passando alla cronaca della partita, l'azione dura appena 7 minuti.È sufficiente il palo esterno di Rabiot prima che l'Atalanta prenda il controllo del gioco, avanzando con Ederson. Al 28' arriva il raddoppio di Zappacosta. Tutti i pericoli derivano dalla destra, dove De Ketelaere si muove come vuole, trovando a centro area un compagno di squadra che segna. Il Milan appare come una squadra totalmente spaventata, consapevole del proprio crollo, che non può far altro che osservare impotente. L'aggettivo "irriconoscibile" è il più delicato che riusciamo a usare per descrivere la prestazione della formazione di Allegri. Quest'ultima si presenta con numerosi cambi rispetto alla precedente disastrosa partita di Reggio Emilia, ma il risultato resta lo stesso. Modifica nuovamente nella ripresa, inserendo prima Nkunku e poi Fullkrug.
Nel frattempo, l'Atalanta trova il terzo gol con Raspadori, che colpisce con un sinistro sul quale Maignan viene sorpreso sul suo palo. Se si cerca un aspetto positivo a cui aggrapparsi per queste ultime due partite, c'è la consistente reazione negli ultimi minuti. Tardiva, poiché il gol di testa di Pavlovic su punizione arriva solo all'88', mentre il 2-3 di Nkunku su rigore giunge al 94'. L'Atalanta si riconferma come un incubo per il Milan, ritornando al successo in campionato dopo oltre un mese. Per il Diavolo si tratta della quinta sconfitta nelle ultime 8 partite, perdendo ogni vantaggio nelle posizioni di Champions.
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