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Milan, Parola a Cardinale sul futuro rossonero

Lorenzo Focolari
L’intera dirigenza è stata convocata a Londra per un summit voluto dal proprietario di RedBird

Nelle settimane recenti, circolano molte speculazioni riguardo a una possibile nuova rivoluzione all'interno del club rossonero al termine della stagione. Gerry Cardinale, il capo di RedBird, ha cercato di fare chiarezza al Corriere della Sera

Ecco un estratto di nuove dichiarazioni

"Ogni anno analizziamo continuamente come far crescere l’organizzazione e ottimizzare le prestazioni. Ogni stagione viene esaminata con attenzione, in particolare dopo un'annata al di sotto delle aspettative. Alla conclusione della stagione, esaminerò ogni cosa e ogni persona. Tuttavia, questo non è il momento giusto per discutere di cambiamenti; dobbiamo focalizzarci sulle prossime due partite”.

Quale sarà il destino della dirigenza e del mister?

”Allegri e la squadra hanno svolto un ottimo lavoro per gran parte dell'annata. Non sono soddisfatto di ciò che ho osservato nelle ultime prestazioni. Max non è soddisfatto. I giocatori non sono contenti. Ho già avuto conversazioni con Max. Abbiamo trattato vari argomenti. È essenziale che tutti — il team tecnico, il direttore sportivo, lo sviluppo dei calciatori, l'accademia — operino come un unico sistema. L'obiettivo non è soltanto vincere una volta. Lo scopo è creare le fondamenta per avere successo in modo duraturo. "

Nell'intervista concessa al Corriere della Sera, Gerry Cardinale ha voluto inviare un messaggio anche ai sostenitori del Milan

"Comprendo la loro frustrazione, perché anche io la sento. La nostra squadra sta vivendo un periodo difficile. Chiunque nutra affetto per questo club dovrebbe impegnarsi ad aiutare la squadra a risollevarsi, invece di scoraggiarla. Non giudico i tifosi per la loro rabbia. Anche io sono deluso. La critica è giusta. Tuttavia, c'è troppo fermento”.

“In questo sport, le emozioni sono intense e il legame con la comunità è profondo in un modo che può risultare difficile per gli americani da afferrare. Ho sempre cercato di evitare di comportarmi come l'americano che arriva con l’idea che ciò che funziona negli Stati Uniti possa essere applicato qui. Ogni figura ha un compito: proprietari, dirigenza, giocatori, staff tecnico, media e tifosi. Ognuno dovrebbe partecipare a migliorare il calcio italiano e supportarne l’evoluzione. Quando non riusciamo, lo sento personalmente. Ecco perché nessuno dovrebbe mai dubitare del mio desiderio di vincere. "