Allegri in conferenza: "Leao avrà sicuramente una bella reazione"
In vista del match di domani in cui il Milan affronterà l'Hellas Verona, ha parlato in conferenza stampa mister Massimiliano Allegri. Di seguito un estratto delle dichiarazioni del tecnico rossonero.
Sulla partita contro il Verona:"Domani giochiamo dopo le ultime due sconfitte, nelle ultime 4 abbiamo fatto 3 partite senza segnare. Nel girone di ritorno purtroppo, su 13 partite per 4 non abbiamo segnato e abbiamo subito diversi gol. Domani è una partita importante perché bisogna inanzitutto tornare alla vittoria, contro una squadra che è ancora molto viva, perché a Torino ha fatto una bella partita, una squadra di contropiedisti, cha ha fisicità. Quindi ci vuole una partita di squadra.
Nell'arco della stagione un momento difficile c'è, va affrontato in totale serenità e facendo le cose in maniera ordinata: comunque con l'Udinese siamo stati molto disordinati in campo. Domani questo bisogna evitarlo. Mancano ormai sei partite alla fine e domani è una partita importante per l’obiettivo da raggiungere: bisogna solamente giocare a calcio in totale serenità, con grande compattezza e ordine."
Sulla possibilità di poter restare e sulle parole di Gabbia:"A parte che mi hanno fatto molto piacere le parole di Gabbia. Io credo che siamo arrivati a questo punto tutti insieme, a partire dai giocatori: io al massimo li faccio perdere ogni tanto... La società è stata sempre vicina, ieri è arrivato anche Furlani che ha visto l’allenamento, ha pranzato con noi. A settembre, ottobre, novembre nessuno parla di obiettivi, a marzo l'obiettivo è là e vorresti raggiungerlo in un colpo solo ma non è così: bisogna fare un passettino alla volta e rimanere ordinati e tranquilli.
I ragazzi in questo momento hanno bisogno totalmente di serenità e di rimettersi a fare con ordine ciò che ha sempre fatto. Una squadra che fa 24 partite senza perdere vuol dire che ha valori oltre che tecnici soprattutto morali. Il vantaggio è che abbiamo recuperato tutti, abbiamo tutti a disposizione e per questo finale l'obiettivo totale deve essere superiore a quelli che sono gli obiettivi personali".
Sui fischi a Leao:"Sicuramente a Leao sono serviti un po' di fischi, forse ha capito che nella vita le cose non vanno sempre per il meglio, può essere un momento di crescita da parte sua. Per la prima volta credo sia stato fischiato, avrà sicuramente una bella reazione. Ha fatto una buona settimana di allenamento come hanno fatto tutti. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare e saranno gol importanti per arrivare all’obiettivo. La squadra dovrà tornare ad affrontare le partite con ordine. Con l'Udinese non siamo stati neanche un minuto schierati nella fase difensiva: vuol dire che eravamo troppo disordinati all’interno del campo, e questo non deve più succedere".
Se la sua permanenza sarà vincolata a quella dei giocatori più importanti:"Questo non lo so. So solamente una cosa, in questo momento tutte le forze vanno concentrate sull'obiettivo finale. Società, giocatori, allenatori, staff, tutti lavoriamo per il club. Sopra a tutti ci sta sempre il club, il Milan. All'interno della storia sono passati presidenti, giocatori, allenatori, dirigenti ma l'unica cosa che mi hanno insegnato è che sopra tutti rimane il club. Quindi tutti dobbiamo lavorare per il club.
Io sono sempre legato ai ragazzi, per me i miei giocatori sono i migliori di tutti. Loro vanno sostenuti e loro devono sostenere me, come hanno fatto. Credo che la società ha lavorato molto bene quest'estate, abbiamo una rosa di ottimi giocatori e anche con qualche giocatore straordinario: è una buona base, per rinforzare questa base però bisogna arrivare in Champions. Gli step sono due: prima arrivare in Champions e poi programmare il futuro"
Sull’ipotesi Allegri allenatore della Nazionale:"In queste settimane, parlano tutti. Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno, parlano di altre cose. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva a questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo. Il calcio è opinabile. Nel calcio può succedere di tutto. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro, ci manca qualche passettino per arrivarci ma dobbiamo arrivarci”.
Sulla permanenza al Milan:“Ripeto, io credo che la mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. A me tanti cambiamenti non sono mai stati nel mio DNA. Anche perché mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: quindi va resa competitiva e allo stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno, bisogna programmare analizzare, vedere, analizzare gli errori che sono stati fatti, perché di errori se ne fanno sempre e da lì continuare".
Su che cosa si può fare per far crescere il Milan come società:"Una società di calcio deve essere competitiva, sostenibile ma tutto ruota intorno al risultato. È semplice. Tutto ruota attorno al risultato. Se fai risultato, la società diventa più forte. Il brand Milan è uno dei più importanti al mondo ma tutto dipende dal risultato. Noi abbiamo una responsabilità, oltre alle prestazioni, bisogna posizionare il Milan in Europa, perché se non è posizionato lì è difficile che la società si sviluppi in un altro modo. Semplificando la cosa tutto gira intorno al risultato: quando si perde si sta per una settimana con il giramento di scatole, pensa per la società quando non arrivi all'obiettivo..."
Come si può migliorare la squadra:"La forza di una società e di conseguenza della squadra è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Se uno riconosce questo può ottenere dei risultati migliori. Ci sono dei dati da 20 anni in Champions League dove le prime quattro semifinaliste da vent’anni a questa parte sono la prima, seconda, terza e quarta del fatturato. Se non ci arrivi con le forze economiche, bisogna che tu abbia una strategia sapendo che hai dei limiti che possono diventare dei punti di forza. Come è stato per 24 partite per la squadra: abbiamo lavorato molto sui nostri limiti, che non è una vergogna, che erano diventati i nostri punti di forza.
Il margine di errore, rispetto a uno che può spendere 300 e tu puoi spendere 50, è minore. Non bisogna farsi travolgere dagli eventi, non bisogna pensare che in due anni il Milan può vincere la Champions: l'ambizione è quella di vincerla, ma la realtà è un'altra, quindi bisogna lavorare sui nostri punti di forza".
Sugli incontri con Furlani:"Sono incontri, come ci sono stati in sede anche due giorni fa, in cui uno parla soprattutto dell'annata e su cosa potevamo fare, cosa è andato e cosa no. Poi sono discorsi che verranno messi sul tavolo quando raggiungeremo l'obiettivo, che potrebbe essere anche all'ultima giornata. Domani è una partita dove è importante, fondamentale vincere ma se non dovesse succedere non è che abbiamo perso la possibilità di entrare in Champions.
Poi a pranzo si discute sulla situazione ed è normale che dopo 3 sconfitte, ci facciamo delle domande.ci possiamo fare tutte le domande del mondo ma domani alle 3 fischia l’arbitro si va in campo e bisogna cercare di vincere la partita. I ragazzi hanno fatto una buona settimana e in questi momenti potresti perdere delle certezze acquisite durante l’anno ma non deve succedere".
Sui possibili parametri zero, tra Goretzka, Lewandowski e altri se possono essere occasioni per ridurre il gap senza spendere troppo:"Al mercato ci pensa la società, io do indicazioni su caratteristiche sui giocatori: poi la società con il ds Tare, Furlani, Moncada che è il capo scouting e Ibra che dà sempre consigli tecnici sui giocatori, pensano al mercato. Io comunque do delle direttive sulla costruzione della squadra.
In questo momento parlare di mercato non serve a niente, perché bisogna pensare a quello che è l'obiettivo. Abbiamo un'ottima rosa e sono molto contento: a fine stagione si faranno le valutazioni. Bisogna pensare e puntare le energie a quello che è il Verona".
Se l’anno prossimo dirà che l’obiettivo è lo scudetto:"Intanto arriviamo in Champions, poi sicuramente l'ambizione dell'anno prossimo… Quando alleni, lavori nel Milan devi sempre avere l'ambizione del massimo. Poi c'è la realtà: hai cambiato il 55% dei giocatori, giocatori che si devono inserire, giocatori che sembra che abbiano fatto meno bene, ma che comunque hanno dei valori, delle qualità importanti e magari l’anno prossimo faranno meglio... Sicuramnte l'ambizione sarà sempre migliorare quanto fatto quest'anno".
© RIPRODUZIONE RISERVATA