MILANO – La partita di ieri ci racconta una verità scomoda. Era in ogni caso davanti agli occhi di chiunque avesse visto il Milan nell’ultimo periodo, ma d’altronde quando le cose vanno bene perché pensare negativo? Mihajlovic aveva trovato la quadratura del cerchio con il 4-4-2. Fisicità, pressing alto e i fedelissimi sempre in campo, mentre per gli altri solo qualche scampolo di partita. Il problema è proprio questo: gli uomini contati. Escluso l’11 titolare Mihajlovic può contare solo su Bertolacci/Kucka a seconda di chi è titolare e su Zapata, il resto della rosa è come se non esistesse. Qualsiasi altro cambio provato ha portato solo danni e dire che la panchina è corta è un eufemismo. Ora il tecnico serbo prega che Montolivo e Niang ci mettano meno tempo possibile a tornare, altrimenti rischia non solo di perdere terreno dalle squadre in testa, ma anche di farsi recuperare da chi sta dietro. Anche in prospettiva è una questione problematica. Se il Milan dovesse andare in Europa League come si può pensare di gestire due competizioni con solo 13 giocatori?
Di Francesco Maiocchi
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