Serie A, i contenuti del Protocollo di garanzia
MILANO – Come riportato da La Gazzetta dello Sport, per quanto riguarda la stesura del proprio protocollo di garanzia, la Federcalcio si è affidata a quattro rinforzi esterni: Roberto Cauda, professore di malattie infettive all’Università Cattolica; Massimo Fantoni, direttore dell’unità Covid-19 del Policlinico Gemelli; Walter Ricciardi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e consigliere del Ministero della Salute; Francesco Vaia, direttore sanitario dell’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani: “Oltre ai giocatori, vanno considerati tecnici, medici, fisioterapisti, magazzinieri, e altro personale che sarà necessariamente coinvolto. In totale, dalle 50 alle 70 persone. L’obiettivo è quello di un gruppo “negativizzato” e costantemente monitorato. Gli esami scaglionati faranno sì che ad andare in campo siano un gruppo di giocatori per volta, ma in pochi giorni, se gli esiti degli accertamenti saranno quelli sperati, si potrà tornare alle sedute collettive. Mangiare insieme, dormire in stanze doppie, sarà ugualmente possibile. Nella seconda fase interverrà un altro protocollo con cui verrà “rotto” il gruppo-squadra: verrà spiegato come ognuno dovrà comportarsi una volta rientrato a casa. Nel nuovo quadro verranno definiti anche i dettagli relativi a trasferte e spostamenti. Nel frattempo i contatti con l’esterno devono essere praticamente azzerati“.
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