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Milan, l’obbligo Champions e il caso Leao: l’analisi di Serginho

L’ex rossonero Serginho ha recentemente concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Il tema principale della chiacchierata è stato ovviamente il Milan, attualmente in un momento non proprio positivo della sua stagione.
In particolare, l’ex terzino brasiliano ha analizzato la recente sconfitta subita contro l’Udinese, ipotizzando anche qualche cambiamento tattico nella prossima sfida a Verona e infine ha parlato di Rafael Leao, uscito tra i fischi di San Siro nell’ultima gara, ma che potrebbe ancora risultare decisivo nelle prossime partite.
Il messaggio di Serginho è chiaro: il Milan ha il dovere di tornare in Champions League, per la sua storia, e si è detto ottimista per una buona riuscita. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

Le parole di Serginho sul momento del Milan

Sulla sconfitta contro l’Udinese:
“Niente di così strano e anomalo. In questa stagione la squadra ha fatto molto bene contro le grandi, ma ha sofferto parecchio contro le medio-piccole. Quando il Milan deve proporre gioco, va più in difficoltà: a San Siro era successo anche con il Parma”.

Se il posto Champions del Milan è a rischio, con il Como a -5:
“Non mi preoccupo delle squadre che sono dietro, ma del Milan: se gioca con la personalità che ha mostrato nel derby e in tante altre partite, non mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro. Penso che la classifica avrebbe potuto essere ancora migliore rispetto all’attuale se non ci fossero stati dei passi falsi evitabili contro avversarie inferiori, ma adesso contano solo le ultime sei giornate nelle quali bisogna centrare l’obiettivo”.

Se il Milan può farcela:
“Il Milan ha il destino nelle sue mani e dipende solo da se stesso, dai risultati che farà. Non guardo il calendario: per me la squadra ha le potenzialità per chiudere al secondo o al terzo posto se torna a mostrare l’equilibrio e la concretezza che le hanno permesso di stare ventiquattro partite di campionato senza perdere. Da domenica mi auguro di rivedere quella formazione”.

Se a Verona c’è il rischio di sottovalutare l’impegno:
“Non credo che succederà. Soprattutto dopo la sconfitta con l’Udinese, mi aspetto un Milan arrabbiato e concentrato al massimo. Si tratta di una gara da non sbagliare assolutamente perché poi arriverà a San Siro la Juventus. L’incontro con la Juventus sarà assolutamente determinante. In caso di vittoria contro i bianconeri, l’obiettivo sarebbe praticamente raggiunto. Prima però bisogna battere il Verona”.

Se dopo che il 4-3-3 non ha funzionato Allegri tornerà al 3-5-2:
“Con l’Udinese, come ha sottolineato Allegri, è mancato ordine tattico. Il Milan è partito a inizio stagione con il 3-5-2 e ha cambiato sistema di gioco nel corso di qualche gara e sabato per la prima volta dall’inizio. Alternare moduli non è facile per i giocatori: il rischio è quello di non avere memorizzato i nuovi meccanismi e di regalare troppe occasioni da gol come successo con l’Udinese. Però non date le colpe solo alla difesa come reparto perché la fase di non possesso la fa la squadra nel suo complesso”.

Sull’attacco a secco da un po’:
“Il 3-5-2 che ha portato il Milan così in alto in classifica è un sistema che dà solidità alla squadra e valorizza molte individualità, ma non gli attaccanti. Leao e Pulisic sono due esterni offensivi e non hanno le caratteristiche per giocare spalle alla porta: hanno bisogno di spazi per giocare l’uno contro uno, per crossare o per arrivare alla conclusione. Soprattutto Leao, se non ha la possibilità di ripartire a sinistra, è penalizzato. Si è sacrificato a fare il centravanti e in alcuni incontri ha fatto bene e segnato, ma non è il suo ruolo naturale”.

Sui fischi di San Siro a Rafael Leao:
“San Siro è uno stadio esigente che in passato lo ha applaudito tante volte quando ha segnato e offerto prestazioni importanti. Diciamo che nell’ultima stagione e mezzo non sempre Leao è riuscito a esprimere le sue grandi potenzialità”.
Se tra Leao e il Milan può finire al termine della stagione:
“Nel calcio tutto cambia velocemente e non darei giudizi definitivi. Magari i fischi di sabato per Leao saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Per esempio se segnasse la rete decisiva per battere la Juventus…”.

Se senza la qualificazione alla Champions la stagione sarebbe fallimentare:
“Il Milan deve giocare la Champions. Per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Io sono ottimista e non voglio neppure pensare che dopo l’ultima giornata non saremo tra le prime quattro: siamo lassù dall’inizio e resto convinto che ce la faremo. Sono ottimista e credo in Allegri e nei suoi uomini. A Verona e contro la Juventus vedremo il vero Milan. Ne sono convinto”.

Stefania Palminteri

Classe 1969, giornalista pubblicista dal 2018. Redattore per Cittaceleste.it, Juvenews.eu, Notiziecalciomercato.eu, Mondoudinese.it, Ilmilanista.it

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