In questi giorni il Milan è stato rivoluzionato. La proprietà infatti ha scelto di licenziare Paolo Maldini e Frederic Massara. Intervistato dal Corriere della Sera, Leonardo ha detto la sua sulle decisioni del club: “Come ha detto Ancelotti, il suo licenziamento è una mancanza di cultura, di rispetto anche verso i valori dello sport. E per chi è milanista è una mancanza di rispetto verso sé stesso, perché Maldini è il Milan. Questa decisione crea disamore”.
Anche lui è rimasto sorpreso: “Non solo sono attonito io, lo è tutto il mondo del calcio per la modalità e per le motivazioni dell’addio”.
L’ex dirigente rossonero poi si è concentrato sulle motivazioni: “Il Milan negli ultimi due anni ha vinto uno scudetto e ha raggiunto una semifinale di Champions. Da oltre un decennio la società non chiudeva il bilancio in utile e ora lo sta per fare, senza contare che il valore complessivo del Milan, da quando Elliott era subentrato ai cinesi fino a oggi, è quadruplicato“.
Leonardo ha parlato poi dell’impatto di questa decisione sui giocatori: “Si sottovaluta quanto sia determinante nella crescita di un giocatore, come ad esempio Leao o Tonali, il rapporto personale e quotidiano. Le reazioni sui social ne sono una prova. È ovvio che i calciatori siano disorientati e si chiedano: “se hanno fatto questo a Paolo Maldini, cosa faranno con me”?”.
Scaroni ha affermato che Maldini sarebbe stato a disagio nel lavoro di gruppo: “È assurdo affermare che non sappia operare in team. Lo ha fatto per tutta la vita con umiltà”.
Sul tema dell’analisi dei dati e dell’utilizzo degli algoritmi per il mercato: “Sembra che la nuova frontiera sia l’acquisto dei giocatori attraverso i numeri e gli algoritmi, ma non è una novità. Si è sempre fatto ricorso a questa metodologia negli ultimi anni, anche quando c’ero io”.
Maldini ha avuto la colpa dei flop dell’ultima campagna acquisti: “Come me all’epoca, non aveva il potere di firma. Non è che si svegliava la mattina e comprava un giocatore in autonomia. Gli acquisti sono sempre stati il frutto di una decisione congiunta. Su alcuni talenti emergenti, che avevamo segnalato, era stato messo il veto”.
A tal proposito, un parere su De Ketelaere: “Ha 21 anni. E poi è un’operazione di tutti, come di tutti sono stati Leao, Theo Hernandez, Maignan“.
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