Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan
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Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista sul Milan sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Ecco le dichiarazioni dell’ex allenatore sulle piccole squadre di Serie A che mettono in difficoltà le big: “La Salernitana che manda all’aria i progetti di fuga del Milan, il Sassuolo che spedisce addirittura al tappeto l’Inter a San Siro, il Cagliari che frena la corsa del Napoli. Questo sì che è un campionato rivoluzionario, finalmente il calcio in Italia si sta evolvendo. Dalla metà degli anni Cinquanta per la prima volta la strategia trionfa sulla tattica, il che significa che le squadre non aspettano più le mosse degli avversari per colpire in contropiede, ma hanno un progetto, vanno a giocarsi le partite a viso aperto anche in campi dove, in precedenza, si chiudevano nella loro area e speravano che il tempo passasse in fretta”.
Si tratta di una vera rivoluzione per il calcio italiano: “Questo è un notevole passo in avanti. Le piccole, che non possono permettersi grandi spese, hanno investito sul gioco. È il miglior antidoto per fermare l’avversario e il più efficace propellente per dare fiducia ai giocatori. Le nostre grandi faticano ad abituarsi a questo cambiamento: prima, se proprio andava male, finiva 0-0. Adesso, invece, anche le piccole ti vengono addosso, ti pressano, ti mettono in difficoltà. Siamo sulla strada di un calcio più europeo e più in linea con l’idea dei padri fondatori”.
La sua analisi sul Milan: “Il Milan ha dimostrato una volta di più che se non gioca «da squadra» può perdere contro chiunque, anche contro la Salernitana ultima in classifica. La squadra di Pioli non è la più forte, ma gioca il calcio più bello. Però se non lavora come un gruppo unito, coeso, dove tutti collaborano e si sacrificano, allora non va da nessuna parte. A Salerno i rossoneri in vantaggio hanno poi spento il motore. Mi si chiede spesso: il Milan può vincere lo scudetto? Sì, a patto che abbia lo spirito di squadre e che ritrovi l’etica del lavoro e del sacrificio. Soltanto attraverso il gioco il Milan può nascondere i limiti tecnici e di esperienza che ha rispetto agli avversari diretti”.
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