LEVERKUSEN, GERMANY - OCTOBER 01: Zlatan Ibrahimovic of AC Milan attends before the UEFA Champions League 2024/25 League Phase MD2 match between Bayer 04 Leverkusen and AC Milan at BayArena on October 01, 2024 in Leverkusen, Germany. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)
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Zlatan Ibrahimovic è intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida tra il Milan e il Feyenoord.
“Siamo delusi e arrabbiati. Penso che è mancata maturità: vinci 1-0 e continui a giocare. Sul secondo giallo a Theo l’arbitro è stato duro: per simulazione in una partita così, dai almeno un avvertimento. È cambiata la partita. Adesso l’importante è rimanere gruppo e pensare al campionato. Soffriamo questa notte e da domani prepararsi al prossimo obiettivo”.
“Si poteva fare tanto di più. Dopo le partite si possono dire tante cose. Oggi con un po’ di fortuna potevamo fare 2-0 nel primo e abbiamo iniziato bene il secondo. Poi la partita è cambiata”.
“Espulsione Theo? Queste situazioni quando succedono non si può dire se è giusto o meno. Non penso che Theo fa l’attore, gioca il suo gioco e prova a fare il meglio possibile. Queste cose succedono in campo, non è che lo cerca”.
“Siamo arrabbiati con noi stessi: noi abbiamo perso e l’avversario è stato più forte. Ci siamo ammazzati da soli. Non siamo arrabbiati con l’arbitro. È colpa nostra, non ci sono scuse o lamentazioni. Dobbiamo guardarci allo specchio e vedere cosa abbiamo sbagliato”.
“Sono situazioni che succedono in campo. A Empoli abbiamo preso un espulso che non era giusto e c’era un rosso contro… Succedono queste situazioni, non possiamo controllarle prima. Dobbiamo essere sereni, controllati e concentrati in campo”.
“Oggi è una delusione, la Champions era un obiettivo. Prima dell’inizio del campionato volevamo vincere il campionato. La Supercoppa l’abbiamo vinta, manca la Coppa Italia: la storia del club è puntare questi trofei. Poi durante la stagione non vanno le cose sempre come hai pensato. Non eravamo contenti e a gennaio abbiamo fatto queste mosse per migliorare: però non c’è garanzia. Voglio vedere un Milan dominante, da Milan. Quando sono arrivato 4 o 5 anni fa non era il Milan che tutti erano abituati e poi da lì si è cresciuti”.
“Io ho smesso, ho 42 anni… Ho giocato in quella squadra e posso dire che questa squadra di oggi ha più possibilità di vincere: è il doppio più forte. Abbiamo vinto con quella squadra ma questa come qualità è meglio”.
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