George Weah in azione con la maglia del Milan
MILAN-HELLAS VERONA: IL PRECEDENTE
1996/97, prima giornata di campionato della prima stagione del post Fabio Capello
I rossoneri si affacciano a una stagione di transizione: dopo 5 stagioni, con 4 Scudetti e una Champions League, Fabio Capello in estate ha lasciato il Milan per il Real Madrid. Sulla panchina rossonera si siede l’uruguayano Oscar Washington Tabárez mentre il calciomercato porta a Milanello acquisti del calibro di Davids, Reiziger, Dugarry, Blomqvist e Vierchowod. L’annata parte però con il piede sbagliato perché il 25 agosto, a San Siro, il Milan perde la Supercoppa Italiana contro la Fiorentina. La squadra arriva alle soglie del campionato con qualche dubbio da dirimere. Torniamo indietro di 25 anni e ripercorriamo l’esordio stagionale in campionato, Milan-Hellas Verona.
LO SCENARIO
8 settembre 1996, prima giornata di Serie A: a San Siro arriva l’Hellas Verona di Gigi Cagni. Il Milan è campione in carica ma, come detto, presenta molte novità ai nastri di partenza. Quella che sta per iniziare è, ufficialmente, l’ultima stagione per Franco Baresi e Mauro Tassotti. Il primo undici titolare di Tabárez in Serie A è un 4-3-1-2: Rossi; Panucci, Costacurta, Galli, Maldini; Boban, Albertini, Desailly; Baggio; Simone, Weah.
DOCCIA GELATA, POI CI PENSA SIMONE
L’approccio alla partita è però tutt’altro che incoraggiante, perché il Verona gioca a viso aperto e si porta anche in vantaggio. Siamo al minuto 25, De Vitis gela San Siro con un colpo di testa sottomisura dopo un’incomprensione difensiva tra Costacurta, Galli e Seba Rossi. I rossoneri si scuotono con Weah nel finale di tempo ma senza trovare il gol. Pronti-via nella ripresa e arriva il pareggio: Simone con un’azione di stampo rugbistico arriva alla conclusione dopo aver vinto due rimpalli e batte Gregori. Il raddoppio porta sempre la sua firma: esterno “che canta” di George Weah, inserimento del 23 che controlla e con la punta infila l’angolo lontano. Al 66′ la partita è ribaltata.
COAST-TO-COAST
Il bello però deve ancora venire, perché al minuto 86 San Siro assiste a uno dei gol più iconici della sua storia. Calcio d’angolo per gli ospiti, il pallone arriva sul secondo palo dove ad aspettarlo c’è Weah, che si lancia in coast-to-coast all’arma bianca, solo contro tutti. Fino a metà campo non lo contrasta nessuno, poi riesce a infilarsi in mezzo a due difensori, aggira il terzo e si presenta dinanzi a Gregori, fulminandolo con un gran diagonale. Roberto Baggio chiude la contesa con il gol del 4-1. Dopo la paura, una vittoria da spellarsi le mani.
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