Adriano Galliani, ex a.d. del Milan
Ieri, al Teatro Manzoni di Milano, c’è stata la presentazione de “Le Memoria di Adriano G.“, autobiografia di Adriano Galliani. L’ex ad del Milan ha raccontato diverse cose, tra presente e passato. Ecco alcune delle sue parole, raccolte da Calciomercato.com. Sulla stagione del suo Monza, ha dichiarato: “Una grandissima emozione questa stagione del Monza. Era impossibile pensare di andare in Serie A, restarci e battere squadre come Inter e Juventus. Il libro è dedicato a mia madre, che ho avuto la sfortuna di perdere quando avevo 15 anni. È un’esperienza che non auguro nemmeno al mio peggior nemico. È la prova più difficile di tutte. Per la promozione in A del Monza ho pianto molto di più rispetto a quando abbiamo vinto le Champions col Milan, perché la mia madre diceva che prima o poi il Monza sarebbe andato in Serie A e l’anno scorso è successo”.
Sarà presente alla finale di Champions tra Inter e Manchester City: “Sono stato invitato dalla UEFA, andrò assolutamente a Istanbul. Ovviamente sono milanista, ma per la città di Milano e per il calcio italiano penso che faccia benissimo se una squadra italiana possa giocare una finale, e ancora di più se una squadra italiana la vincesse. Voi sapete tutti che le vittorie internazionali portano punteggio a tutte le squadre. In campionato si è rivali, ma quando si gioca contro le squadre straniere si deve tifare per le squadre italiane”.
Galliani ha espresso un parere sull’operato di Paolo Maldini: “Sono molto contento. Il 20 febbraio del 1986, quando comprammo il Milan, Paolo aveva appena 17 anni ed era titolare inamovibile già da un anno. Una storia incredibile. Mi ricordo sempre di suo padre Cesare, questa storia incredibile scritta dal padre e poi dal figlio. Cose belle da Milan”.
La suggestione di avere Zlatan Ibrahimovic al Monza: “Non lo so. Ibra e altri giocatori del Milan avevano confermato la presenza, ma dopo la vittoria di domenica hanno avuto qualche giorno di meritato riposo e sono andati tutti al mare. Abbiamo gli immortali di Sacchi, gli invincibili di Fabio Capello, i meravigliosi di Ancelotti ma non i fantastici giocatori di Stefano Pioli perché sono tutti al mare”. Sul futuro dello svedese: “Stiamo parlando di cose romantiche, non pensiamo allo staff del Milan. Ci penseranno Paolo Maldini e chi di dovere”.
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