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Braida: “Il Milan dovrà reagire, Leao può vincere le partite da solo”

Ci siamo. Questa sera a San Siro il Milan affronterà l’Inter nel ritorno della semifinale di Champions League. Si ripartirà dal 2-0 in favore dei nerazzurri, maturato nel match di andata, grazie ai gol di Dzeko e Mkhitaryan. I rossoneri dunque dovranno tentare un’impresa per ribaltare il risultato e conquistare la finale di Istanbul. Di questa sfida ha parlato Ariedo Braida, ex dirigente rossonero, in un’intervista rilasciata a Libero. L’attuale consulente strategico della Cremonese ha toccato vari aspetti dell’EuroDerby.
Ecco che tipo di partita si attende: “Mi aspetto una gara dove il Milan dovrà reagire alla brutta prestazione dell’andata in cui i rossoneri sono stati dominati. Nel calcio si vince e si perde, ma all’andata non c’è stata una partita all’altezza di una semifinale di Champions da parte della squadra di Pioli. Il calcio è strano, se parti forte e trovi subito un gol i giochi si possono riaprire. Lo 0-2 si può ribaltare. Serve però il vero Milan: una squadra che giochi con voglia e orgoglio.

Rispetto alla gara di andata, il Milan ha recuperato Rafael Leao: “Può dare la scossa, è uno dei pochissimi giocatori al mondo che può farti vincere la partita da solo. È strepitoso, certamente è il giocatore più forte e importante del Milan. Con lui può succedere di tutto. Leao in campo fa cose che gli altri non sono in grado di fare. É un Gullit moderno: le strutture fisiche dei due sono simili. Staccano il terreno da terra per la potenza che esprimono quando partono in progressione. Sono inarrestabili”.
Il giocatore nerazzurro che apprezza di più: “I più corteggiati sono sempre gli attaccanti. Lautaro è diventato un top player e potrebbe essere oggetto degli assalti delle grandi a livello internazionale, visto che mezza Premier sta cercando una punta”.

Presto Braida dovrebbe raggiungere Galliani e Berlusconi al Monza, riformando la formazione del Milan di qualche anno fa: Stanno facendo un campionato a dir poco strepitoso. Palladino ha dato un’identità e organizzazione di livello: è il surplus del club. Sono sincero, mi piacerebbe tornare a lavorare con Berlusconi e Galliani. Ci conosciamo da una vita. Sono cresciuto come uomo a Monza e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, anche se a Cremona mi trovo bene”.

Redazione Il Milanista

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