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Albertini: “Dicono che Tonali mi assomigli, ma siamo di epoche differenti. Milan? Fuori dalle prime quattro”

MILANO – L’ex giocatore del Milan Demetrio Albertini ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a “ilgiornale.it“. Tanti i temi affrontati dall’ex centrocampista come: il coronavirus, la riapertura degli stadi, il Milan e la lotta scudetto. Ecco le sue parole:

Cosa ne pensa di questo calcio post-covid soprattutto dopo che sono emerse ben 14 positività tra le fila del Genoa?

“Purtroppo questo era un rischio che si doveva correre e si sapeva bene che una cosa del genere sarebbe potuta succedere dal momento in cui si sarebbe ripreso a giocare. Detto questo, ripeto, essendo una cosa preventivabile bisogna solo capire come gestirla al meglio per cercare di contenerla e per procedere nel migliore dei modi. Però diciamo che è una cosa che non mi sorprende”

Capitolo Milan: è la squadra più in forma del 2020 e anche la più vincente, si aspettava 17 vittorie di questa squadra?

“No, a dire il vero non mi aspettavo un numero di vittorie così consistente, non è mai banale raggiungere un numero del genere. Non me l’aspettavo ma tutto questo è una conseguenza del lavoro e vuol dire che Pioli e il suo staff stanno facendo bene. Il poter lavorare con serenità e trovare la consapevolezza del gruppo ti porta poi ad essere di fatto la squadra più performante di questo 2020 anche perché il Milan non solo vince ma gioca anche bene e penso sia più facile giocare bene e perdere che viceversa…Ripeto, questo è un sinonimo che la squadra ha trovato il suo equilibrio e che sta facendo bene sotto tutti i punti di vista”.

Pioli è rimasto al Milan: si può dire che alla fine ha prevalso la linea Maldini?

“Io credo che ci debba essere sempre una sinergia, molte volte ci si sofferma su alcune figure ma è sbagliato. Come in una squadra di calcio ognuno ha il suo ruolo ed è importante per le sue caratteristiche anche in società ci sono diversi ruoli da rispettare per tentare di andare avanti e ottenere dei risultati. Io ho condiviso molto quello che dicevano Maldini e Boban quando parlavano del mix tra giovani e esperti ma prima ancora delle 17 vittorie (sorride; ndr). Fare il dirigente tante volte è anche valutare altre cose extracampo che vanno al di là del risultato. Devo dire che prima del lockdown non sembrava esserci molta sinergia a livello societario, poi qualcosa è cambiato e sono felice che sia rimasto Pioli. Non posso dire niente su Rangnick perché non lo conosco ma penso anche che se stai creando un progetto è giusto continuare su quella strada come ha poi fatto il Milan. Chiaro che arriveranno anche momenti di difficoltà e lì la società dovrà essere brava a supportare il tecnico e tutto l’ambiente. Forse il lockdown ha aiutato in tutti i sensi il Milan (ride; ndr)”.

Fino a dove può arrivare questo Milan?

“Bisogna essere onesti quando si fanno certe valutazioni: ben vengano questi risultati entusiasmanti ma oggi il Milan ha, almeno sulla carta, due squadre superiori come Inter e Juventus. Poi ci sono i rossoneri più altre 4 squadre che punteranno agli altri due posti in Champions League e se devo essere onesto il Milan non può non rientrare nelle prime quattro del campionato, non bisogna tirarsi indietro dalle responsabilità e questa lo è. Un club come il Milan non può restare fuori dalla Champions League per così troppo tempo Per quanto mi riguarda è già in ritardo sulla tabella di marcia perché ormai sono anni che c’è un progetto. Bisogna essere concreti e sereni ma un club come il Milan non può non centrare ancora la Champions. E ripeto, la programmazione è stata fatta tanti anni fa e oggi devi arrivare ad un risultato che è solo quello. Che tutti dalla società alla squadra si prendano le proprie responsabilità remando dalla stessa parte per raggiungere questo traguardo importante”.

Per quanto concerne la lotta scudetto invece pensa che l’Inter abbia colmato il gap con la Juventus?

“Secondo me la squadra da battere è ancora la Juventus e Pirlo non è un’incognita perché la società bianconera è forte e consolidata, è la più abitutata a vincere e penso che non ci saranno problemi. L’IInter dovrà impegnarsi molto per vincere il titolo e bisognerà anche vedere gestiranno i momenti di calo che inevitabilmente ci saranno per tutti nell’arco della stagione. Penso che chi saprà gestire meglio il periodo di “crisi” avrà le maggiori chance per portarsi a casa il tricolore ma ad oggi vedo sempre favorita la Juventus”.

Cosa ne pensa della sfogo di Conte nei confronti della società? Oggi tutto sembra risolto ma sembrava sul punto di lasciare:

Redazione Il Milanista

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