Paolo Di Canio
Paolo Di Canio, ex attaccante con passato in Serie A e Premier League e oggi opinionista a Sky Sport, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, nella quale si è espresso sul prossimo campionato di Serie A che inizierà tra meno di due settimane, e ha parlato anche di Milan, facendo soprattutto riferimento ai singoli, da Allegri a Jashari fino a Modric.
Sul campionato di Serie A:
“Per il Napoli vale quello che dicevo un tempo per l’Inter: non cambi staff tecnico, ti rinforzi con l’avvallo dell’allenatore che vuole quei giocatori. Gli altri invece cambiano assetto o allenatore: ecco, il Napoli rimane favorito. L’Inter con un nuovo entusiasmo può anche cambiare qualcosa nei principi di gioco, e il Milan senza le coppe e con un Allegri che è pragmatico e baderà alla fase difensiva, li metto insieme in griglia dopo il Napoli. Subito attaccata la Juventus, che si spingerà più avanti se andrà via Vlahovic e arriva Tonali“.
Sul nuovo allenatore del Milan, Massimiliano Allegri:
“Max è come il dado nel brodo. Una metafora per dire che lui aggiusta tutto. Sono sicuro che metterà a posto soprattutto la difesa ed esalterà la qualità di Leao. Non viene visto come il messia, però ha un’immagine importante, non chiede la luna ai suoi: sanno di dover soffrire. Spero che con l’idea dell’aggiustatore, possa costruire un ambiente dove tutti lavorano dalla stessa parte. E nessuno si senta di giocare il suo calcio da spiaggia: parlo di Leao, che però ora si sta divertendo da punta. Poi il Milan ha fatto un grande acquisto che è Ricci, dopo tanto tempo vedremo un vero mediano metodista, italiano finalmente. Mi piace anche Jashari che ha qualità fisica e muscolare“.
Sul nuovo acquisto del Milan Luka Modric:
“La prospettiva è duplice: l’Italia continua ad essere il cimitero degli elefanti, prima erano Ronaldo e Ribery oggi sono De Bruyne e Modric. Mi chiedo quante partite possono reggere a livelli alti ma soprattutto quanta della loro qualità e tecnica riuscirà ad essere recepita dai compagni di squadra, difficile imitare uno che è unico. Voglio dire che da soli non possono bastare se non c’è una squadra in grado di muoversi bene attorno a loro. Sicuramente ci godremo la qualità, ma chi sta attorno a loro deve imparare in fretta a capire con chi sta giocando. Modric è un leader che sa parlare alla squadra; il Milan ne gioverà, in una stagione in cui ha solo il campionato“.
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