ESCLUSIVA – Sacchi ricorda il Milan campione a Barcellona: “La squadra più forte di sempre”

Di Simone De Bari

MILANO – Domani sarà il trentesimo anniversario della vittoria della Coppa dei Campioni da parte del Milan contro lo Steaua Bucarest a Barcellona. Nell’indimenticabile finale andata in scena al Camp Nou il 24 maggio 1989, le doppiette di Gullitt e Van Basten regalarono ai rossoneri il “trofeo dalle grandi orecchie”, battendo 4-0 la squadra rumena e portando il club del Presidente Berlusconi sul tetto d’Europa. Ai microfoni della nostra redazione ne ha parlato, in esclusiva, l’allenatore di quel Milan leggendario: Arrigo Sacchi.

Un milanista vero fa colazione con caffè e Gazzetta! Risparmia il 50% sull’edizione digitale!
Segui il Milan ogni giorno con l’edizione digitale della Gazzetta dello Sport a 9,99 al mese anziché 19,99.

Mister Sacchi, che ricordi ha di quella magica notte?

“Fu un’esperienza incredibile. La mia vittoria più bella. Il Milan non conquistava la Coppa dei Campioni da trentasei anni ed era circondato da tantissimo entusiasmo. Ci fu un vero e proprio esodo biblico da parte dei nostri tifosi: mai tanta gente aveva seguito una squadra in una finale fuori casa. I circa novantamila spettatori erano quasi tutti milanisti, anche perché la dittatura in Romania non permise ai sostenitori dello Steaua di seguire il loro club”.

Che atmosfera si respirava alla vigilia?

“I nostri tifosi erano quasi sicuri che avremmo vinto, soprattutto alla luce della straordinaria semifinale giocata contro il Real, battuto a San Siro 5-0. Il nostro successo era nell’aria, lo avvertivano tutti, anche i calciatori stessi”.

E’ stato il Milan più forte di sempre?

“Senza dubbio. La migliore squadra al mondo che sia mai esistita. Ma non l’ho detto io. Dopo la nostra straordinaria affermazione infatti, L’Equipe titolò: ‘Questa partita è destinata a cambiare la storia del calcio’. Noi non ci accontentavamo di vincere, ma volevamo anche divertire e dare spettacolo. Non a caso abbiamo avuto grandi riconoscimenti. France Football, recentemente, mi ha inserito al terzo posto dei migliori allenatori di tutti i tempi. Una bellissima soddisfazione, senza dimenticare che ho fatto solamente quattro anni in Serie A”.

Qual era il segreto di quella squadra?

“Una miscela perfetta di campioni, entusiasmo e applicazione. Una squadra che non si limitava a subire pochi gol, ma che costruiva tanto gioco e tante occasioni grazie ad interpreti eccezionali. Un Milan più forte di quello che fece il bis l’anno dopo contro il Benfica a Vienna”.

Lei ha indubbiamente cambiato la mentalità del nostro calcio.

“In Italia, oggi, qualche squadra cerca di attuare un gioco propositivo, ci sono cinque o sei formazioni che riescono ad esprimere un buon calcio. Tuttavia, nella maggior parte delle squadre la trama è sempre la stessa, fatta di tattica e difesa. Purtroppo non tutti giocano un calcio offensivo, coraggioso e che sia in grado di regalare emozioni”.

Intanto, sarà Campos il nuovo ds e si presenta con sette fenomeni! > CLICCA QUI

 

Redazione Il Milanista

Recent Posts

Hazard: “Da bambino tifavo Milan, Galliani mi ha detto…”

Eden Hazard e il retroscena sul Milan: la passione per i rossoneri da bambino e…

44 minuti ago

Jimenez, il Bournemouth lo riscatta: ecco quanto incassa il Milan

Il Bournemouth riscatterà Alex Jimenez dopo una buona prima parte di stagione in Premier: Il…

2 ore ago

Adani su Bologna-Milan: “Allegri l’ha preparata benissimo”

Lele Adani elogia il Milan dopo la vittoria a Bologna: l'analisi della prestazione e dei…

2 ore ago

Milan, le top news di giornata

Le news di giornata in casa Milan: i tre giorni di riposo concessi da Allegri,…

3 ore ago

Milan, Montolivo: “La squadra è ancora..” Le parole

L'ex centrocampista del Milan ha rilasciato delle dichiarazioni sulla squadra di Allegri in ottica del…

17 ore ago

Milan, Come stanno Pulisic e Leao? Il punto

I due attaccanti del Milan non hanno preso parte alla gara di Bologna e questo…

18 ore ago