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Donnarumma, ESCLUSIVA Zoff: “Gigio troppo criticato, quest’anno dimostrerà chi è”

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Dino Zoff, eroe di Spagna ’82

di Luca Villari

Dino Zoff ha affrontato con noi il momento di Gigio Donnarumma fornendo anche una panoramica sui portieri in Italia e nel mondo.

In cosa Donnarumma può ispirarsi a Reina, come auspicato da Gattuso.

Reina ha un’esperienza pluriennale, il portiere ha sempre bisogno di imparare qualcosa. Donarumma ha grandi mezzi però c’è bisogno di migliorare.

In molti notavano un peggioramento in Donnarumma l’anno scorso. C’è qualcosa di vero?

Io non l’ho notato. Magari non ha fatto un anno straordinario ma è stato in un tourbillon di cose, non è stato facile. Adesso ha messo da parte tante situazioni e può giocare come sa, migliorando ancora.

Nuovi portieri: primo anno alla grande perché più “incoscienti”, poi più cose per la testa e meno istinto?

Assolutamente no! Nei primi anni, mi ripeto, Donnarumma è stato in un tritacarne, tra polemiche ed altro. In quet’annata può dimostrare di poter fare quello che aveva fatto vedere all’inizio.

Juventus, Perin e Szczesny si equivalono? Il primo “paga” il fatto di essere italiano?

Sono due ottimi portieri, deciderà Allegri chi giocherà, se si alterneranno tra coppa e campionato. Danno garanzie.

Il Napoli è un po’ nel limbo. Ospina, Karnezis. Meret, adesso infortunato, può valere entrambi?

È un giovane quindi, certamente, può diventare un ottimo portiere, poi si vedrà. Io credo che possa fare bene.

Scorsa stagione con diversi errori per i portieri: Karius, Ulreich, Caballero, adesso Alisson col Liverpool. Troppe licenze con i piedi a volte?

Sono errori diversi. In realtà però adesso sento commenti più su come i portieri siano bravi con i piedi che altro. Vorrei tornare a sentir parlare di buone uscite sulle palle alte, di buone prese. Si è un po’ perso il senso del portiere.

Dal cucchiaio al vestito in giacca e cravatta: avrebbe mai pensato al Totti dirigente?

È la logica dell’età. Giocare sempre non si può, quindi se si ha la possibilità di inserirsi nell’ambito calcistico con altri ruoli, è un bene

I calciatori di oggi sono immersi nella tecnologia. Quando li vede, ripensa a quello scopone con Bearzot e dice: “Quanto stavamo meglio”?

No (ride), si sta sempre bene, ora come allora. L’importante è non diventare schiavi e non esagerare.

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Redazione Il Milanista

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