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MILANO – José Mourinho è probabilmente l’allenatore che ha deciso la consacrazione di Michael Essien. Il tecnico portoghese è stato molto legato al centrocampista e alla sua terra natia, tanto da crearne un rapporto molto intimo di cui, Mourinho, ha parlato ai microfoni di Astro Supersport, televisione malese. Ecco le sue parole: “Essien non era un mio giocatore, era mio figlio. Diciamo che io ero il suo papà bianco. E’ stato l’unico mio giocatore che mi ha portato a casa sua, intendo nella sua casa vera. Mi ha fatto vedere i luoghi in cui è nato e mi ha fatto innamorare della sua terra, del Ghana. Vedendo dove è cresciuto ho capito il suo carattere da calciatore, era pronto a morire sul campo, basti pensare a quando era al Real Madrid e si batteva con un ginocchio che andava sempre più peggiorando. Era un ginocchio distrutto ma con quella personalità, quel desiderio e quella mentalità ha sempre sofferto, ma sempre con il sorriso. Michael sorride molto”.
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