Gennaro Gattuso, tecnico del Milan dal dicembre 2017.
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MILANO – Il portale calciomercato.com è andato a incontrare il Milan Club Rino Gattuso con i consiglieri Elia Scala, Fabio Salliti, Fabrizio Mariani, Dario Martucci, Gianluca Monguzzi, Franco Rossi, Alfio Previti i fratelli Ferrario e Giorgio Barbiero.
Quando è nato questo Milan Club Rino Gattuso?
“E’ nato tre anni fa dalla scissione con un altro Milan club, tra le altre cose era il più antico d’Italia. Sono andati via, eravamo qui da 16 o 17 anni e allora i titolari mi avevano chiesto se potevamo farne un altro. Allora abbiamo parlato con Gattuso, lui era ancora al Pisa, e gli abbiamo chiesto se potevamo titolarlo con il suo nome. Lui ci ha detto subito di sì”.
Ricordate com’era andata quella telefonata? Che emozioni avete provato in quel momento?
“Abbiamo avuto la fortuna di sentirlo solo in un’occasione, per cinque minuti. Abbiamo con un suo amico, che abita a Cassano, un dottore e lui ci ha messo in contatto con Gattuso. Noi lo avevamo conosciuto in realtà a Milanello quando giocava, perché eravamo andati diverse volte. Ci ha detto subito sì e siamo partiti con lo striscione, al secondo anello verde c’è sempre in tutte le partite la sezione Milan club Rino Gattuso“.
Perché avete scelto proprio lui?
“E’ vero, ce ne erano tanti ai quali pensare. Io personalmente l’ho conosciuto ed è una persona verace- afferma Scala-, incarna alla perfezione quelli che sono i valori di tutti i tifosi del Milan. Io mi ricordo che, prima delle partite, quando iniziava la musica era lui il primo ad uscire dagli spogliatoi. Poi era qui anche a Gallarate e abbiamo deciso così. Rivera è un mito ma ci sono già diversi club intestati a lui, lo stesso vale per Maldini“.
Soddisfazione ancora maggiore quando è stato nominato allenatore della Prima squadra.
“No, guardi noi non abbiamo fatto il club a nome suo in quanto allenatore del Milan. Ai tempi era l’allenatore del Pisa, non volevamo farci vedere anzi. il tifoso del Milan si identifica sempre e comunque con Rino Gattuso, per quello lo abbiamo fatto”.
Sono venuti a trovarvi dei giocatori in questi anni?
“Si, diversi. Il primo fu Marcos Cafu, nell’ultima festa che abbiamo fatto invece è venuto Ignazio Abate. Il direttore di Milanello veniva alle nostre feste, lo sento ancora spesso”.
Quindi avete rapporti anche con il club rossonero?
“Noi a Milanello andavamo spesso e volentieri, quando avevamo bisogno di firmare le maglie. Quando fanno il raduno portiamo sempre dentro lo striscione. Stiamo lì tutto il giorno fino a quando alle 7 finiscono di fare l’allenamento”.
Dall’incertezza cinese a Leonardo e Maldini: un parere sul ritorno di due ex con un passato diverso in rossonero?
“Questa è una domanda complessa. Allora Maldini è stato il nostro capitano, ha vinto tanto con noi. Paolo con i tifosi ha sempre tenuto un po’ le distanze, lo sappiamo tutti cosa è successo. Io da vent’anni che vado a San Siro, sapevo tutta la storia. Personalmente stravedevo per Leonardo ma quando è andato all’Inter…ci ha un po’ deluso. Non l’abbiamo visto come un tradimento, sono dei professionisti. E’ un grande, parla sei lingue, ci ha portato i Kakà, Thiago Silva, Pato e tanti altri“.
E adesso questo Paquetà?
“Speriamo, non lo conosciamo molto ma speriamo in un nuovo Kakà”
Sul derby, vedete l’Inter favorita?
“Io sono speranzoso perché ho visto le partite dell’Inter ed è stata anche fortunata. Gol all’ultimo minuto, i difensori che si girano di schiena, non è che faccia questo grande gioco”
Il giocatore del Milan che preferite?
“Higuain, senza dubbio. Fa la differenza”.
E dell’Inter chi temete di più?
“Icardi è bravo, è uno che se gli danno la palla in area non ti perdona. Ma temo anche Perisic”.
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