VOCALELLI Direttore Corriere dello Sport
Di Luca Spigarelli
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MILANO – Domani si giocherà a San Siro il derby di Milano, partita fondamentale per la corsa Champions delle due milanesi. In esclusiva ai nostri microfoni ha parlato il direttore del Corriere dello Sport, Alessandro Vocalelli.
Direttore domani pomeriggio si giocherà Milan-Inter, che partita si aspetta di vedere ?
“Una partita in cui ci sono pochi calcoli e molta voglia di vincere da parte di entrambe le squadre. E’ una partita fondamentale: per l’Inter’ se vuole dare un’accelerata alla corsa Champions, per il Milan se vuole rientrarci hanno dimostrato di poter fare benissimo e in questi mesi sono cresciuti moltissimo: a questo punto un eventuale tentativo di riagganciare la Coppa Campioni passa assolutamente attraverso la vittoria nel derby. Per cui mi aspetto una partita senza tatticismi”.
Tra André Silva, Cutrone e Kalinic: chi vedrebbe titolare domani ?
“Non mi sostituirei mai a Gattuso che chiaramente conosce le cose del Milan e il calcio molto meglio di me. Detto ciò, da osservatore esterno sono rimasto impressionato dalla rabbia di Cutrone dalla voglia che ha di segnare sempre, dalla sua elettricità e dal suo desiderio di essere decisivo nei momenti decisivi. Per quanto ritengo che questa sia una partita in cui l’aspetto mentale conti tantissimo e senza voler minimamente entrare nelle scelte di Gattuso, credo che Cutrone rappresenterebbe quell’elettricità che serve in queste situazioni”.
Direttore un pronostico per il match di domani ?
“Come si dice in questi casi: il derby è aperto a qualsiasi soluzione. Il Milan viene dalla sconfitta per 3 a 1 in casa della Juventus, però è anche vero che per 75 minuti ha giocato alla pari dei bianconeri. Mi aspetto quindi una grande partita da parte del Milan”.
Oggi ricorrono i due anni dalla scomparsi di Cesare Maldini. Si aspetta un omaggio da parte della Curva Sud meneghina ?
“Ho avuto la fortuna di conoscere Cesare Maldini benissimo quando allenava l’Under 21 azzurra e io seguivo gli azzurrini. Era una persona d’altri tempi fuori dal campo ma anche un tecnico moderno in campo. Credo che la storia di una società sia fatta di radici e di ricordi, per cui sicuramente uno come Cesare Maldini merita di essere ricordato”.
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